I Daisy Chains live a Rockol: guarda il video di ‘Happy instead’

"Ecco i Daisy Chains: Corvo, Andrea,Tasso e Carlo.

Siamo un po' uno zoo.". Inizia così la nostra chiacchierata con i quattro musicisti bergamo-lecco-statunitensi, che abbiamo incontrato in un uggiosissimo pomeriggio milanese nel montacarichi della nostra redazione. I Daisy hanno all'attivo due album, "Monsters & pills", autoprodotto, e il nuovo "A story has no begininnig or end", uscito negli scorsi mesi per la RocketMan Records. Abbiamo chiesto ai ragazzi di raccontarci com'è iniziata la loro avventura: "Io e Andrea ci siamo incontrati nel 2008, all'inizio eravamo noi due e Andre era il bassista. Come batterista avevamo scelto il cantante degli Skastori, una storia di famiglie incrociate. Siamo andati avanti in questa formazione per un po' finché il batterista non ci ha lasciati: non credeva nel progetto e aveva altre idee da realizzare. Andrea è passato, così, alla batteria ma ci serviva un bassista.ne abbiamo provati di molto bravi ma non sono voluti venire a suonare con noi (ridono). Sapevamo che il cugino di Andre suonava il basso e lo abbiamo voluto nella band: è molto valido ma all'inizio non ci sembrava  proprio (ridono ancora). Dopo aver preso Corvo, eravamo di nuovo in tre, quasi al completo, ma mancava qualcosina: una chitarra. Non conoscevamo nessun chitarrista in particolare, abbiamo fatto qualche audizione sino al momento in cui abbiamo incrociato un ragazzo sulla nostra strada: era arrivato da poco dagli Stati Uniti, Tasso è mezzo americano. In principio aveva una chitarra simile a quella dei Metallica, non eravamo molto convinti. Gli ho portato io una chitarra e da quel momento è stato perfetto", racconta Carlo, cantante del gruppo. .

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Domandiamo alla band del nuovo disco, e di quali siano stati i cambiamenti rispetto al lavoro precedente: "Registrare il primo album è stata un'esperienza molto bella, non siamo andati nel classico studio professionale, non abbiamo seguito la classica prassi del caso ma ci siamo affidati a Tasso, potrebbe sembrare una cattiva idea ma non lo è stata.

Abbiamo sostanzialmente autoprodotto il lavoro noi, senza sapere da dove saremmo partiti e dove saremmo andati a finire, perché era la prima volta in assoluto che ci cimentavamo nella realizzazione di un disco. Però, mettendoci tutte le nostre energie, facendo prove assurde, sfasciando le orecchie ai vicini di casa di Tasso, unisci una cosa, unisci l'altra, aggiungi qualche amico ad aiutarci, è nato l’album. Per il secondo lavoro, invece, siamo stati contattati dal produttore degli studi Real Sound di Milano, proprietario della RocketMan Records, che aveva sentito qualcosa di 'Monsters & pills", si è detto interessato a produrci, e abbiamo deciso di collaborare con lui, seguendo la trafila che seguono tutti i gruppi in studio. E' stato un grande cambiamento: siamo venuti a contatto con una maniera diversa di lavorare e abbiamo imparato anche un sacco di cose. A livello di sonorità, invece, c'è stato un miglioramento qualitativo più che altro. L'idea di fondo è rimasta la stessa. C'è, di sicuro, una crescita a livello compositivo e di arrangiamento. Anche se, ora, ci stiamo cimentando nel provare cose diverse", prosegue Carlo. "Il singolo attualmente in rotazione è ‘The end of the affair’, del quale è online anche il video realizzato dai ragazzi della Sandimar Productions. Il titolo del brano richiama un romanzo di Graham Greene, da cui è stato tratto anche il nome del nostro disco. I ragazzi della Sandimar sono riusciti a rendere perfettamente la nostra idea di una Londra retrò e fumosa, grazie a immagini di archivio girate con una super 8, e ad amalgamarla in maniera eccellente al gusto più contemporaneo delle riprese in cui ci siamo noi, intenti a suonare", ci dicono i quattro artisti. Parliamo, poi, del panorama indie nel nostro Paese e dei progetti futuri dei Daisy: "In questi due anni di live abbiamo scoperto una quantità di band valide incredibile ma si tratta di una realtà sommersa, la trovi in piccoli locali e non raggiunge, di certo, il mainstream. Non c'è lo spazio che si vorrebbe ottenere ma c'è tanto fermento, è una scena molto ricca. Per quanto riguarda i nostri progetti, ora stiamo chiudendo il tour del secondo disco. Tra gennaio e febbraio saremo di nuovo in studio e registreremo un EP con 5 pezzi, che uscirà presumibilmente in vinile. Realizzeremo uno split con una band che ci piace molto, ma non possiamo aggiungere altro, visto che non c'è ancora nulla di ufficiale", concludono i ragazzi. Prima di congedarci, domandiamo a Carlo, Andrea, Corvo e Tasso cosa ne pensano della musica italiana, e in coro ci rispondono: "Esiste ancora? Gli abbiamo celebrato oggi il funerale, ecco perché siamo vestiti tutti in nero!", e parte una sonora risata. .

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