Nel solito lussuosissimo hotel milanese, dove come di consueto i giornalisti della carta stampata specializzata (e non) intervistano e accolgono le star del rock, è arrivato oggi lunedì 7 maggio anche Perry Farrell, istrionico personaggio noto per la sua militanza nei seminali Jane's Addiction e essere il fondatore del festival intinerante Lollapalooza.
L'occasione è stata il presentare il suo nuovo album da solista (il primo in verità), in uscita il 16 luglio per la Virgin Records e intitolato "Song yet to be sung".
Al primo ascolto delle canzoni ivi contenute si è scoperto che del rock che rese in passato famosi i Jane's Addiction non vi era più alcun traccia. Ora Perry si dedica esclusivamente all'elettronica, alla jungle, al dub e ai suoni propri della "world music". Come lui stesso ha spiegato, difronte ad un nutrito numero di giornalisti (tra cui alcuni spagnoli del quotidiano El Pais), il suo album è una festa, un concentrato di gioia e spiritualità che verte sul Giubileo nel senso ebraico del termine. Farrell, la cui tenuta era composta da una camica color oro, da una cravatta sgargiante in stile anni '70 e da un paio di pantaloni marroni, è sembrato molto felice di spiegare l'esoticità e la particolarità di questo sua opera. Non sono mancati riferimenti al concerto dei Jane's Addiction per il Coachella Festival (vedi news): "Un evento del tutto casuale", ha affermato Farrell. "Non era mia intenzione riesumare i Jane's Addiction. Qualcuno però mi ha chiamato per organizzare la cosa ed in men che non si dica eravamo sul palco di quel festival, acclamati dal pubblico".
Insomma un Farrell molto impegnato nello spiegare la sua personale e mistica visione del mondo, ma anche rispettoso di un certo impegno sociale. Lui stesso si è infatti reso portavoce dell'Associazione Americana per l'Abolizione della Schiavitù, la cui attività è ben documentata sul sito www.iAbolish.com. "Ci tengo moltissimo a supportare la causa per l'abolizione della schiavitù. Dopo aver sentito un racconto di uno degli schiavi liberati proveniente dal Sudan, ho deciso di muovermi in prima persona".
L'intervista completa di Rockol a Farrell verrà pubblicata in contemporanea con il disco.
L'occasione è stata il presentare il suo nuovo album da solista (il primo in verità), in uscita il 16 luglio per la Virgin Records e intitolato "Song yet to be sung".
Al primo ascolto delle canzoni ivi contenute si è scoperto che del rock che rese in passato famosi i Jane's Addiction non vi era più alcun traccia. Ora Perry si dedica esclusivamente all'elettronica, alla jungle, al dub e ai suoni propri della "world music". Come lui stesso ha spiegato, difronte ad un nutrito numero di giornalisti (tra cui alcuni spagnoli del quotidiano El Pais), il suo album è una festa, un concentrato di gioia e spiritualità che verte sul Giubileo nel senso ebraico del termine. Farrell, la cui tenuta era composta da una camica color oro, da una cravatta sgargiante in stile anni '70 e da un paio di pantaloni marroni, è sembrato molto felice di spiegare l'esoticità e la particolarità di questo sua opera. Non sono mancati riferimenti al concerto dei Jane's Addiction per il Coachella Festival (vedi news): "Un evento del tutto casuale", ha affermato Farrell. "Non era mia intenzione riesumare i Jane's Addiction. Qualcuno però mi ha chiamato per organizzare la cosa ed in men che non si dica eravamo sul palco di quel festival, acclamati dal pubblico".
Insomma un Farrell molto impegnato nello spiegare la sua personale e mistica visione del mondo, ma anche rispettoso di un certo impegno sociale. Lui stesso si è infatti reso portavoce dell'Associazione Americana per l'Abolizione della Schiavitù, la cui attività è ben documentata sul sito www.iAbolish.com. "Ci tengo moltissimo a supportare la causa per l'abolizione della schiavitù. Dopo aver sentito un racconto di uno degli schiavi liberati proveniente dal Sudan, ho deciso di muovermi in prima persona".
L'intervista completa di Rockol a Farrell verrà pubblicata in contemporanea con il disco.
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