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F.O.A.D. Records: l'intervista

F.O.A.D. records, per gli appassionati italiani di thrash, hardcore old school, thrashcore e death/thrash d'annata è decisamente un punto di riferimento imprescindibile. È un'etichetta superspecializzata, ovviamente, e anche fiera di esserlo, perché si rivolge a un pubblico di veri intenditori. Tra le chicche pubblicate ricordiamo un cofanetto antologico dei Nerorgasmo, le ristampe dei Wehrmacht, il box dei giapponesi Sabbat, i Jester Beast, i Ghostrider, i Ratos De Porao...
F.

O.A.D., come marchio, ha una lunga tradizione iniziata negli anni Ottanta e da qualche tempo, appunto, è stato riportato in vita da Marco Garripoli (che lo fondò all'epoca) e Giulio The Bastard, altro personaggio chiave dell'underground hardcore-metal italiano degli ultimi 20 anni e più.
Abbiamo intervistato proprio loro due, per capire lo spirito che anima l'etichetta e scoprire cosa bolle in pentola per il futuro.

"La rinascita di F.O.A.D.", spiega Marco, "E' stata una cosa molto spontanea: io avevo già fatto uscire una manciata di cose, tra cui Blue Vomit cd e un paio di coproduzioni, avevo in ballo la ristampa (sempre su cd) degli Stinky Rats e abbiamo deciso di farla insieme. Con Giulio, oltre a un'amicizia che ci lega fin dai primi anni '90, c'era già un ottimo rapporto di collaborazione con la sua band (Cripple Bastards) con cui lavoro ormai da anni come merchandiser/roadie e quindi tutto è venuto da sé. Ci siamo trovati e continuiamo a trovarci benissimo lavorando insieme. Inoltre Giulio aveva già un ottimo background in campo di etichette, con la sua EU '91 Serbian League".
Anche Giulio sottolinea il forte legame di amicizia che l'ha portato a unire le forze con Marco: "Riattivare la F.O.A.D. mi è sembrato la cosa più sensata e nutrivo una stima immensa per le vecchie fanzine di Marco (che collezionavo), le sue cassette come Blue Vomit e Indigesti, che ai tempi trovavo da Zabriskie Point e Rock & Folk... insomma il nome F.O.A.D. mi è sembrato molto più attinente a questo discorso di ristampe tutte improntate sulla qualità, mentre E.U.’91 la vedo meglio come un’ala laterale da destinare piuttosto a produzioni grind o ultra-estreme (che erano d’altronde quello con cui sono partito). E tolti tutti questi discorsi il motivo che ci ha spinto a unire le forze è l’amicizia che c’è da sempre".



Il supporto di riferimento per le uscite F.O.A.D. è il vinile, come si diceva, ma non solo. Giulio spiega: "Il vinile è sicuramente il supporto che prediligiamo sia perché ha coperto tutti gli anni in cui si è forgiata la nostra passione per l’hardcore e il metal, sia perché con il suo ritorno nell’ultimo decennio le fabbriche hanno notevolmente migliorato la qualità di stampa nel rapporto tra galvanica e resa su vinile e la scelta di materiali per la confezione, facendo sì che l’lp potesse veramente diventare IL supporto per rendere giustizia dalla A alla Z a una ristampa definitiva curata con passione. Il cd viene messo in campo per ragioni di durata o quando abbiamo abbastanza materiale (anche graficamente parlando) per poter realizzare qualcosa di più elaborato e collezionabile che si addica bene al digitale, o debba essere abbinato a un dvd. In altri casi invece stampiamo su cd semplicemente per una richiesta specifica della band".
Thrash e hardcore sono i generi di riferimento delle uscite F.O.A.D. e Marco ci ha spiegato i motivi che muovono questa scelta: "Hardcore e thrash negli anni '80 andavano a braccetto, e io stesso ascoltavo dal punk hc più grezzo al metal più veloce e ''capellone''. Ne sono prova i vecchi numeri della fanzine F.O.A.D.: già dalle prime uscite (il primo numero è datato estate 1986) sulle pagine della fanza potevi trovare articoli, interviste o recensioni che andavano dai Dead Kennedys ai Vulcano, dai Negazione agli Slayer, dai Final Conflict agli Schizo ecc. perché questo era ciò che ascoltavo in quegli anni. Non si facevano troppe distinzioni. Poi ovviamente c'erano gruppi che inevitabilmente piacevano agli amanti di entrambi i generi (vedi i Wehrmacht o Cryptic Slaughter o anche i nostrani Jester Beast...) gruppi con un suono metal, ma con un attitudine hardcore. Tutto veniva visto in modo molto naturale e mai forzato. Voler mantenere vivo questo aspetto è semplicemente uno specchio della nostra attitudine e di cosa continuiamo ad ascoltare dopo tutti questi anni".


 
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