La terza settimana del processo per la morte di Michael Jackson, in cui il solo imputato è il medico Conrad Murray, ultima persona al mondo ad aver visto l'artista ancora vivo, sta prendendo in considerazione un aspetto che potrebbe rivelarsi decisivo. Mentre la difesa dell'accusato continua a far intendere che il cantante potrebbe essersi autosomministrato la dose fatale di Propofol, e se così fosse la posizione di Murray risulterebbe decisamente più leggera, un colpo non indifferente alle teorie degli avvocati del medico è giunto dalla testimonianza del dottore che effettuò l'autopsia sul corpo del Re del Pop. Christopher Rogers, mentre in aula veniva mostrata una foto del cadavere nudo -coperta la sola area dei genitali- di Jackson, nell'aula del tribunale di Los Angeles ha detto: "Dal mio punto di vista, le circostanze non sono a favore di una autosomministrazione di Propofol". E, riferendosi alla precedente testimonianza di Murray in cui il medico aveva affermato d'aver lasciato il paziente da solo per due soli minuti, per poi tornare e trovarlo che non respirava più, Rogers ha affermato: "Mi sembra uno scenario poco ragionevole", aggiungendo che il cantante, già "pesantemente sedato", non sarebbe stato in grado in due soli minuti di iniettarsi in una vena della gamba dell'altro Propofol. L'opinione di Rogers è che Murray semplicemente sbagliò il dosaggio di Propofol, che Michael definiva "il latte", mentre cercava disperatamente di farlo addormentare. Katherine, la madre dell'artista, da poco tornata dal tributo al figlio svoltosi presso lo stadio di Cardiff, è uscita dall'aula poco prima che venisse mostrata la foto di Michael con segni di punture sulle braccia e sulle gambe. Precedentemente Murray aveva riferito che Jackson aveva fortissimi problemi di vista, che mangiava quantitativi minimi di cibo ed aveva problemi di minzione. Murray, probabilmente cercando di alleggerire la propria posizione, ha anche riferito che il King of Pop poteva contare su altri medici compiacenti che gli prescrivevano quanto riteneva di avere bisogno. In particolare Jackson si recava da Arnold Klein tre volte alla settimana, e poi tornava "perso". Il processo alla Superior Court di Los Angeles continua.