Il processo nei confronti di Conrad Murray, solo imputato per la morte di Michael Jackson, "tecnicamente" è iniziato già lo scorso 8 settembre ma solo ora si passa alle fasi realmente importanti. Il primo atto di rilievo, dopo la lettura delle carte e questioni procedurali, è arrivato ieri con la scelta dei giurati. Da 84 potenziali candidati il tribunale di Los Angeles ne ha selezionati 12; si tratta di sette uomini e cinque donne che dovranno decidere il destino di Murray per quanto accaduto nel giugno 2009. La corte ha inoltre indicato tre altre donne e due altri uomini qualora uno dei dodici selezionati dovesse -per qualsiasi ragione- ritirarsi. Il giudice Michael Pastor, al quale spetta il non facile compito di stabilire quale sia la verità, ha evidenziato che, alla Superior Court, il processo sarà ripreso dalle TV ma i giurati saranno
esclusi da qualsiasi ripresa o registrazione o fotografia in quanto la loro privacy deve essere rigidamente preservata.
I dodici, rispondendo ad una serie di questionari ma anche a domande dirette da parte degli avvocati, hanno dimostrato d'essere imparziali e scarsamente influenzabili. Il processo enterà nel vivo il prossimo martedì. La difesa di Murray molto probabilmente sosterrà la tesi che il cantante era dipendente da sedativi ed antidolorifici e potrebbe essersi autosomministrato una fatale dose di Propofol mentre il medico si trovava fuori dalla stanza.