Processo a Puff Daddy: la parola ai testimoni

Tanto interesse e dispiegamento di forze da parte dei media non si ricordava dai tempi del processo a O.J.Simpson. Fasciato in un cappotto scuro e accompagnato dalla madre, Puff Daddy ha dovuto compiere uno slalom per evitare le decine di giornalisti che hanno tentato di strappargli invano una dichiarazione nel primo giorno del suo processo (vedi news) alla Manhattan Supreme Court di New York.

L’avvocato Matthew Bogdanos, nel suo discorso d’apertura, ha promesso ai giurati di portare testimonianze inconfutabili contro il rapper. Queste testimonianze saranno rese dalle tre vittime della sparatoria al “Club New York” (tra Times Square e la 43a strada west): Julius Jones (27 anni di Brooklyn) ferito da una pallottola alla spalla, Robert Thompson (39 anni, del Connecticut) anch’egli ferito a una spalla e Natanya Reubens (30, da Brooklyn). I tre e altri testimoni, dichiareranno che Puff Daddy era armato all’ingresso nel locale e che durante la lite che ha fatto scattare la sparatoria, il rapper ha estratto la sua pistola dalla cintura dei pantaloni, sparando dei colpi sul soffitto del locale. Bogdanos ha riferito anche di residui di cocaina ritrovati in uno scomparto nascosto dell’auto sulla quale sono scappati dal locale Puff Daddy, la sua guardia del corpo, l’autista e Jennifer Lopez e che tutti gli imputati (insieme a Puff Daddy, sono coinvolti il suo bodyguard e il rapper Shyne) hanno già dei precedenti con la giustizia.
Uno degli avvocati del rapper, Benjamin Brafman, ha replicato che produrrà testimoni che dichiareranno che Puff Daddy non era armato e che il rapper è stato visto ballare quella sera (27 gennaio 1999) sul tavolo del locale senza nessuna pistola nella cintura dei pantaloni. Il suo cliente è stato poi attaccato da uno sconosciuto che brandiva un’arma da fuoco, minacciandolo di morte. Un altro uomo ha poi gettato in faccia a Puff Daddy del denaro in segno di sfida e solo allora il rapper Shyne, è intervenuto, sparando dei colpi sul soffitto.

Tra i testimoni dell’accusa anche tale George Pappas (autista per un’agenzia di prostitute) che avrebbe visto gettare da un finestrino della Lincoln Navigator, (sulla quale viaggiava Puff Daddy e Jennifer Lopez) una pistola, poi raccolta dallo stesso Pappas e consegnato alla polizia. L’avvocato Brafman è pronto a smentire questa testimonianza e non ha perso tempo per porre all’attenzione dei giurati e del giudice Solomon, che tutte le accuse contro il suo cliente sono una montatura e che “alla base di questo c’è il fatto che Puff Daddy è una celebrità e molti vorrebbero vederlo in miseria”. “I testimoni infatti presentano false testimonianze solo per ricevere del denaro. Questa causa parla di soldi e di opportunismo. Le prove dimostreranno che il mio cliente oggi non sarebbe qui come imputato se non si chiamasse Puff Daddy”, ha dichiarato Brafman. “Tutta questa storia suona assurda! Un testimone dice di aver visto volare una pistola dall’auto del mio cliente, ma la polizia dice di averne rinvenuta una seconda nella stessa auto: allora perché non gettarle entrambe?” ha aggiunto l’avvocato Brafman.
A stemperare i toni delle due parti ci ha pensato lo stesso Brafman riferendosi a un episodio in cui Bogdanos aveva condannato il comportamento di Puff Daddy in aula perché indossava gli occhiali da sole, replicando: “se l’avvocato si asterrà dal fare commenti sugli occhiali del mio cliente, io eviterò di dire cioè che penso della sua cravatta!” Il discorso di Brafman si è poi concluso con le seguenti parole: “Chiamatelo Puffy o Sean Combs, o Puff Daddy, ma non chiamatelo colpevole!”

Forse esausto dalla mattinata in tribunale o per evitare le domande dei giornalisti, Puff Daddy non si è presentato (come avrebbe dovuto fare) alla festa organizzata dalla DKNY jeans junior, per il primo album delle sue ultime scoperte, le Dream. Puffy avrebbe infatti dovuto consegnare loro il disco d’oro per le vendite di oltre 500.000 copie del singolo “He loves u not”. L’album di debutto delle Dream, “It was all a dream” è uscito lo stesso giorno di “J-Lo”, il nuovo di Jennifer Lopez.
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