Aveva fatto scalpore, lo scorso 14 luglio, a New York, la scelta di Patti Smith, la sacerdotessa del punk, di offrire una versione dal vivo - al Castle Clinton - della hit di Adele "Rolling in the deep", uno dei brani più ascoltati della stagione discografica appena conclusasi: lei, l'eroina della controcultura mai genuflessasi alle logiche di mercato, ha di buon grado (e con una grande dose di autoironia) prestato la sua inimitabile voce ad una delle più apprezzate (e giovani) icone pop del momento. "Non ho mai vinto un Grammy...", ha scherzato lei, attaccando il brano, reso disponibile a questo indirizzo nella sua versione audio. "Rolling in the deep" ha comunque mietuto parecchi consensi, presso la comunità rock internazionale, diventando una delle rilettura live più eseguite nel corso degli ultimi mesi: tra gli artisti che si sono cimentati nell'esecuzione del brano, infatti, si possono annoverare i Limp Bizkit, recentemente tornati sotto i riflettori con la pubblicazione del nuovo album "Gold Cobra", e i Black Stone Cherry. Il tutto per la felicità della giovane voce londinese, che - oltre ai 4 milioni di dischi già venduti - adesso potrà contare consistenti entrate che frutteranno i proventi di queste esibizioni live.