Credits: Vincenzo Nicolello / Concessione in uso a Rockol
In sette anni i torinesi Linea 77 sono passati dai demos per piccole etichette indipendenti locali al contratto con un’etichetta di culto del rock estremo europeo come la Earache Records. Dopo l’acquisizione del primo cd della band “Too much happiness makes kids paranoid” (a suo tempo registrato per la milanese Collapse), la label di Nottingham pubblica ora “Ketchup suicide”, secondo episodio discografico nella carriera della giovane metal band italiana, per la quale si spalancano a questo punto le porte dell’Europa. Ma i ragazzi sono ben lungi dall’assumere un’aria trionfale e vivono la loro situazione attuale “come un punto di partenza non soltanto per noi, ma per dare maggiore spazio anche ad altre realtà che non hanno ancora avuto la possibilità di uscire”. E a tal proposito predicano l’unità del rock nazionale: “Se si vuole dare a questo genere musicale in Italia una maggiore esposizione bisogna valorizzarne i gruppi e non autocastrarsi”. E a tal fine auspicano un maggiore ed incondizionato appoggio da parte della stampa specializzata.
I Linea 77 vengono dalla periferia di Torino e la loro proposta si differenzia in modo deciso da quella dei gruppi che hanno fatto del capoluogo piemontese uno dei centri nevralgici della musica alternativa italiana. Forse la loro musica dura e graffiante è più vicina all’ambientazione suburbana dalla quale provengono. Ma loro non ne fanno una questione di “carta d’identità”. “Torino è sì la città grigia che vive all’ombra della Fiat – sostiene il cantante Emo -, ma è anche uno dei centri artistici italiani di maggior spessore. E l’unico riscontro che riesco a trovare nella nostra musica legato a questa città è proprio il fatto che quest’ultima sia talmente noiosa da portarti a fare qualcosa e a portarla avanti fino a che ti senti soddisfatto. Non come posizione precisa ma come conseguenza naturale. Anche se non ne frequentiamo nessuna conosciamo molte piccole e grandi realtà della Torino musicale, sia di persona che di fama, però non ci siamo mai ritenuti parte di una scena. Sia perchè non ci sono altri gruppi che fanno il nostro genere o che hanno affinità musicali con noi, sia perchè alla fine, intorno ad Africa Unite, Fratelli di Soledad e Mau Mau gravitano sempre le stesse persone, che non abbiamo mai avuto occasione di incontrare. Il confronto con realtà differenti è sempre produttivo, ma data la scarsità di fenomeni rilevanti nella musica ‘dura’ (o che fa comunque largo uso di chitarre distorte), è stato quasi automatico instaurare rapporti con gente come Taxi o Negazione”.
“Al primo ascolto del nostro nuovo cd ‘Ketchup suicide’ – prosegue Emo - alcune persone che ci conoscono bene sono rimaste spiazzate, perchè si sono trovati alle prese con materiale assai differente da quello che abbiamo proposto in precedenza. Chi si aspettava un vero e proprio seguito di ‘Too much happiness makes kids paranoid’ si renderà invece conto che abbiamo fatto un passo un po’ più lungo sulla scena nu metal italiana. Dobbiamo imparare e crescere e ci proviamo rimettendoci continuamente in discussione”.
I Linea 77 vengono dalla periferia di Torino e la loro proposta si differenzia in modo deciso da quella dei gruppi che hanno fatto del capoluogo piemontese uno dei centri nevralgici della musica alternativa italiana. Forse la loro musica dura e graffiante è più vicina all’ambientazione suburbana dalla quale provengono. Ma loro non ne fanno una questione di “carta d’identità”. “Torino è sì la città grigia che vive all’ombra della Fiat – sostiene il cantante Emo -, ma è anche uno dei centri artistici italiani di maggior spessore. E l’unico riscontro che riesco a trovare nella nostra musica legato a questa città è proprio il fatto che quest’ultima sia talmente noiosa da portarti a fare qualcosa e a portarla avanti fino a che ti senti soddisfatto. Non come posizione precisa ma come conseguenza naturale. Anche se non ne frequentiamo nessuna conosciamo molte piccole e grandi realtà della Torino musicale, sia di persona che di fama, però non ci siamo mai ritenuti parte di una scena. Sia perchè non ci sono altri gruppi che fanno il nostro genere o che hanno affinità musicali con noi, sia perchè alla fine, intorno ad Africa Unite, Fratelli di Soledad e Mau Mau gravitano sempre le stesse persone, che non abbiamo mai avuto occasione di incontrare. Il confronto con realtà differenti è sempre produttivo, ma data la scarsità di fenomeni rilevanti nella musica ‘dura’ (o che fa comunque largo uso di chitarre distorte), è stato quasi automatico instaurare rapporti con gente come Taxi o Negazione”.
“Al primo ascolto del nostro nuovo cd ‘Ketchup suicide’ – prosegue Emo - alcune persone che ci conoscono bene sono rimaste spiazzate, perchè si sono trovati alle prese con materiale assai differente da quello che abbiamo proposto in precedenza. Chi si aspettava un vero e proprio seguito di ‘Too much happiness makes kids paranoid’ si renderà invece conto che abbiamo fatto un passo un po’ più lungo sulla scena nu metal italiana. Dobbiamo imparare e crescere e ci proviamo rimettendoci continuamente in discussione”.
Schede:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale