Sembrerebbe avere i numeri per poter far nascere un dibattito, l'intervento di Richard Russell della XL Recordings. Russell ha fondato l'etichetta nel 1989 con l'intento iniziale di pubblicare, in associazione con la Beggars Banquet Records, singoli di musica rave ed electronic. Poi il mirino della label si è spostato verso altri bersagli, e ora XL si occupa di generi vari ospitando, tra gli altri, Horrors, Adele, xx, Prodigy, Radiohead (l'ultimo "The king of limbs" in UK è uscito "fisicamente" su XL) e l'appena scomparso Gil Scott-Heron. Russell ha pubblicamente elogiato Adele, che peraltro del suo "21" ha fatto vendere ad XL 4 milioni di copie tra soli USA e Gran Bretagna, in quanto artista che "non vende sessualità". Sentito dal "Guardian", il boss dell'etichetta ha affermato che Adele non è come altre artiste "sessualizzate" che producono musica" noiosa, grossolana e scarsamente originale".
"Adele fa passare un solo messaggio, che è quello della musica, della musica veramente buona. Con lei non c'è altro. Non ci sono trucchi, non vende sessualità. Credo che, specialmente nel mercato americano, siano giunti alla conclusione che vendere sessualità è quello che bisogna fare. Dovremmo ripensare alle cose che facciamo: Adele è numero uno. Che cosa meravigliosa, e le ragazzine vanno a vederla". Russell ha anche espresso biasimo per cantanti come Rihanna , che indulgono (come in "S&M") in un approccio “al limite della pornografia”, e ha chiesto agli altri discografici di promuovere artisti che, come Adele, abbiano una immagine integra.