K’s Choice, una gruppo 'quasi felice'

Vengono dal Belgio ma la loro è una musica perfettamente anglosassone, un pop-rock venato di folk, scarno ed essenziale come non è facile ascoltarne di questi tempi. Loro sono i K’s Choice, ovvero il gruppo dei fratelli Sarah e Gert Bettens, diventati gruppo “culto” negli USA grazie al successo di “Paradise in me” e “Cocoon crash” e a uno sponsor d’eccezione, Alanis Morissette. “E’ venuta a un nostro concerto”, spiega Sarah, capelli corti e pantaloni da maschiaccio. “Ci ha chiesto se volevamo suonare come suo gruppo supporter. Grazie a lei abbiamo avuto a disposizione una platea di migliaia di spettatori che altrimenti non avrebbero mai conosciuto la nostra musica”.
Il successo mondiale, giunto inaspettato senza troppe strategie di marketing ma grazie alla forza di canzoni autentiche e di una semplicità capace di conquistare, sembra non aver più di tanto cambiato l’atteggiamento verso il fare musica dei fratelli Bettens che non a caso hanno intitolato il loro ultimo album (in uscita a novembre) “Almost happy”, quasi felici. “Siamo contenti che la nostra musica piaccia,” spiega Gert. “Siamo felici dei risultati che abbiamo raggiunto. Eppure, c’è sempre qualcosa che manca, c’è una sorta di inquietudine che continua ad accompagnarci e continua a trovare espressione nella nostra musica. Per questo abbiamo scelto ‘Quasi felici’ e non ‘Felici’ come titolo”.
Dal punto di vista dei suoni “Almost happy” alterna momenti acustici con parentesi di un rock più deciso e si presenta come forse il migliore dei quattro album finora realizzati dalla band, perché il più omogeneo a livello di qualità dei pezzi. Anche se manca l’hit, sono molti i brani che si mettono in evidenza, tra cui “Another year”, “Almost happy”, “Somewhere”, “Home” e “Tired”, tutti esempi di ottime canzoni. D’altronde, questa volta i fratelli Bettens hanno fatto le cose in grande, registrando ai Real World Studios di Peter Gabriel, facendo mixare a Tchad Blake e masterizzare a Bob Ludwig. “Registrare negli studi di Bath è stata una bellissima esperienza”, spiega Sarah. “Isolati da tutto il resto, siamo riusciti a trovare la concentrazione giusta e insieme a ricreare un clima familiare, rilassato, che ci ha molto aiutati”.
Decisi a rimanere autentici (“A volte mi chiedono di vestirmi in modo più femminile” spiega Sarah, “ma per me la scelta di cosa mettermi addosso è sempre stata legata a come mi sento, a come desidero sentirmi. E’ qualcosa che non amo studiare o pianificare”), nei testi di “Almost happy” i K’S Choice parlano di quanto sia inaspettatamente complicato diventare adulti: “Quando sei piccolo ti dicono spesso ‘Quando sarai grande capirai’”, racconta Gert. “Quando poi diventi grande ti rendi conto che continui a non capire, che le cose non sono affatto più chiare ma che tutto continua a essere piuttosto confuso”. Se in “Paradise in me” i due fratelli Bettens avevano dedicato una canzone al padre (“Dad”), in “Almost happy” “Always everywhere” è dedicata invece alla madre: “Siamo molto legati alla famiglia,” spiega Sarah. “‘Always everywhere’ è uno dei brani cui sono più affezionata, proprio perché è una canzone che esprime quanto ogni tanto io senta la mancanza dei miei, ora che vivo negli USA. La mia famiglia continua a essere un punto di riferimento, un modo per non perdere mai il senso vero di quello che sono, da dove vengo”.
Finito il giro promozionale per il lancio di “Almost happy”, i K’S Choice saranno impegnati in un tour che partirà proprio dal Belgio: “Suonare a casa è sempre un’emozione particolare, c’è un calore speciale, ci sono gli amici che vengono a trovarci”. E mentre girano per concerti, Sarah e Gert continuano a scrivere canzoni: “Noi siamo così, scriviamo canzoni ogni volta che ne sentiamo l’esigenza. Non siamo i tipi che si mettono a tavolino e dicono ‘Ok, ora scriviamo’. Le canzoni si impongono: a un certo punto non puoi fare che altro che fermarti e fissare quell’idea sulla carta. Può essere uno stato d’animo, un’inquietudine, un pensiero. E’ da queste piccole cose che nascono le nostre canzoni”.
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