La vertenza legale è ancora lunga. Anzi, non è ancora iniziata. Ma uno degli assi nella manica della difesa del solo imputato, Conrad Murray, già non c'è più. In attesa dell'inizio del processo, nel dibattito il rappresentante del medico, Edward Chernoff, ha chiesto di poter accedere ai libri contabili di Michael Jackson. L'intento, probabilmente uno dei punti cardine dell'impianto difensivo, sarebbe stato quello di dimostrare che Jackson, abusando di Propofol e probabilmente altri potenti medicinali, non avrebbe fatto altro che ricorrere a "misure estreme" in quanto disperato per la sua situazione economica. Traduzione: il cantante, preoccupato, si sarebbe suicidato. Il procuratore distrettuale David Walgren ha ribattuto accusando la difesa di voler bypassare il motivo principale per il quale si celebrerà il processo, ovvero stabilire qualora Murray abbia agito in maniera negligente. L'avvocato Howard Weitzman, che rappresenta gli eredi del King of Pop, si è mostrato incredulo. "Davvero qui si pensa che Michael Jackson si sia suicidato?", ha detto. Il giudice Michael Pastor si è rifiutato di concedere alla difesa l'accesso ai libri contabili dello scomparso. Alla fine dello scorso mese Pastor ha ricordato che l'inizio del dibattimento è fissato per il 9 maggio e che, a suo avviso, si può guardare al prossimo 1° luglio come data della fine del processo.