Mini Machine, la patchanka dance che arriva dalla Francia

Si chiamano Gilles Gambino e Willy Wizz e nelle radio sta andando forte un loro brano, “Drôle de vie”, ufficialmente entrato nella tracklist delle vacanze 2000. Loro sono i Mini Machine e arrivano dalla Francia con un album, “Rastaiolo pastamuffin”, che si fa portatore di una proposta musicale a metà strada tra reggae e dance, con un pizzico di jungle, di melodia latina, di campionamenti e di ska. Insomma, una vera e propria mescolanza di stili, una musica meticcia che fa pensare alla patchanka di un altro francese, Manu Chao con i suoi Mano Negra. “Ci paragonano spesso ai Mano Negra ma anche alle Negresses Vertes e ai gruppi in genere che si rifanno alla patchanka. E’ un paragone di cui siamo onorati e che ha una ragione di esistere, perché come loro, anche noi amiamo le contaminazioni, siamo contro qualsiasi fondamentalismo musicale. Però c’è una differenza importante: Manu e gli altri sono più intimisti, scrivono canzoni che hanno dentro molta poesia. Noi, quando scriviamo, guardiamo di più all’esterno, alle cose che ci succedono intorno”, spiega Gilles. “E poi loro sono più orientati al rock, noi alla jungle e alla dance” aggiunge Willy. A loro volta a metà strada tra culture differenti (Gilles è un po’ italiano e un po’ spagnolo; Willy è della Guadalupe), i Mini Machine sono nati come gruppo quattro anni fa. Racconta Willy: “Ci siamo incontrati per lavorare al progetto di una pubblicità per un profumo, progetto che poi non è mai andato in porto. Però ci è servito a scoprire che avevamo delle idee in comune e abbiamo iniziato a mescolare le nostre passioni musicali, le nostre sperimentazioni. Nel frattempo facevamo i lavori più differenti per poterci mantenere. Io sono finito a fare il dj e Gilles ha fatto un po’ di tutto, dal facchino all’impiegato”. Il loro “elettroskareggae” – “ci sembra una definizione azzeccata della musica che facciamo” –, capace di momenti musicali spensierati come “Viens dancer” ma anche più raccolti e romantici come “Elle”, non disdegna una citazione di quello che è un punto di riferimento per molti musicisti dell’area franco-spagnola di oggi (si vedano Tonino Carotone e lo stesso Manu Chao): Adriano Celentano. “In ‘Tutto va bene’ci abbiamo messo un po’ del Celentano anni Settanta, quello dell’amore universale, per le persone, le cose, la natura. In realtà la musica italiana non la seguiamo molto ma certe invenzioni di Celentano sono in linea con il nostro modo un po’ circense di intendere la musica, come banda fracassona in una festa di paese”. Mentre in Francia sta per uscire il video del secondo singolo, “Viens dancer”, i Mini Machine danno appuntamento a settembre per un tour che probabilmente toccherà anche l’Italia. I loro progetti per l’estate? “Stare in spiaggia con una bella Piña Colada ghiacciata e un sacco di gente che si diverte intorno”.
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