Non si tratta di uno scontro per aver accesso a un microfono o su chi ha venduto più dischi: i Beastie Boys hanno ufficialmente chiesto alla punk band fortemente influenzata dall'hip hop dei Prodigy di non cantare il loro brano più famoso, quella "Smack my bitch up" «perché è una canzone che promuove la violenza nei confronti delle donne».
L'episodio è avvenuto poco prima del Festival di Reading, in Inghilterra, dove i B-Boys dovevano esibirsi insieme ai Prodigy e altri gruppi. Hanno però deciso di chiamare personalmente Liam Howlett, leader della controversa band inglese, a casa per comunicargli la loro intenzione anziché lasciare che della cosa si impadronissero i mass media.
Ma Howlett non si è smentito, rispondendo ai B-Boys che non avevano capito il vero significato della canzone: e quando è salito sul palco si è prontamente rivolto alla folla dicendo che i Beastie Boys non volevano che loro cantassero quella canzone, ma che i «Prodigy fanno quel c... che vogliono». Vi lasciamo immaginare la risposta che è arrivata dai rappers americani quando è stato il loro turno di salire sul palco…
A proposito dell'incidente, molti spettatori hanno affermato che i B-Boys non hanno diritto di imporre le loro idee su canzoni di altri artisti (anche considerando, nel caso specifico, il passato fortemente antifemminista della band di Mike D e compagni).