Napoli, Cuba, Santo Domingo, New Orleans, l’Africa Mediterranea. Le città e le regioni care a Renzo Arbore sono tutte racchiuse nell’ ultimo album del suo gruppo , il quinto. Sarà nei negozi oggi (8 ottobre) e si intitola “Sud(s)”.
Precede un tour dell’Orchestra Italiana che porterà il gruppo in giro per la penisola. Si parte il 21 ottobre da Napoli (guarda caso!) per poi toccare Roma, Milano ed altre città, attraversando poi l’oceano per approdare in america. «Stavolta facciamo incontrare Napoli con la musica etnica» - spiega Arbore durante le prove di “Darwin” di Canale 5, a cui parteciperà sabato («domenica sarò su Raiuno da Magalli e Solenghi») - «come fece negli anni '50 il grande Carosone. E' un viaggio in controtendenza rispetto alle mode. E' il mio modo di intendere la musica. Dimostriamo che i sud del mondo si somigliano, hanno cose da scambiarsi, 'mood' comuni».
Del disco, il conduttore-musicista-autore-regista foggiano racconta: «'Le atmosfere variano dal disimpegno 'caciarone' del singolo estivo “Insalata 'e mare” ai virtuosisimi vocali di “Zanzarita”, «in cui mi provo nel 'sonero', una tecnica di vibrato cubana». Ma se, come dice Arbore, «molte canzoni di “Sud(s)” nascono per far ballare», tra i brani che più colpiscono ci sono “A luna nova”, cantata dalla portoghese Dulces Ponte, e una intensa interpretazione di “Munasterio 'e Santa Chiara”, con solista Barbara Bonaiuto. «Sono le due anime dell'Orchestra italiana» - spiega Renzo - «quella che recupera e rivisita la tradizione pescando tra brani poco conosciuti, come in “Luna nova” e l'altra, l'anima seria, che in “Munasterio” rilegge la Napoli disperata del dopoguerra, quella di “La pelle”. Una Napoli che ho vissuto, da bambino, e mi e' entrata nelle ossa. Con questa musica mi sento molto avanti. Recupero la tradizione e l'attualizzo. E' musica che resta. Le vendite dei vecchi album vanno benone».
Una risposta anche «a chi aveva previsto un tonfo» per la “riedizione critica” di “Alto gradimento”: «Piace a vecchi e bambini. Ha sbagliato chi ha messo il carro davanti ai buoi». «Preso dalla musica e dalla radio», Arbore afferma di '«pensare, ma solo pensare per ora, alla tv. I miliardi di “Carràmba”? Sono il meno adatto a giudicarli. I giochi tv col telefono li inventai io all' “Altra domenica”, ma mettevo in palio 20mila lire». Sanremo da superospite? «Chissà. Potrei andarci, a patto di avere una canzone-bomba e fare spettacolo. Intanto, penso anche al cinema: il 16 ottobre nelle sale riesce “Il Pap'occhio”. Quasi vent'anni dopo».
Precede un tour dell’Orchestra Italiana che porterà il gruppo in giro per la penisola. Si parte il 21 ottobre da Napoli (guarda caso!) per poi toccare Roma, Milano ed altre città, attraversando poi l’oceano per approdare in america. «Stavolta facciamo incontrare Napoli con la musica etnica» - spiega Arbore durante le prove di “Darwin” di Canale 5, a cui parteciperà sabato («domenica sarò su Raiuno da Magalli e Solenghi») - «come fece negli anni '50 il grande Carosone. E' un viaggio in controtendenza rispetto alle mode. E' il mio modo di intendere la musica. Dimostriamo che i sud del mondo si somigliano, hanno cose da scambiarsi, 'mood' comuni».
Del disco, il conduttore-musicista-autore-regista foggiano racconta: «'Le atmosfere variano dal disimpegno 'caciarone' del singolo estivo “Insalata 'e mare” ai virtuosisimi vocali di “Zanzarita”, «in cui mi provo nel 'sonero', una tecnica di vibrato cubana». Ma se, come dice Arbore, «molte canzoni di “Sud(s)” nascono per far ballare», tra i brani che più colpiscono ci sono “A luna nova”, cantata dalla portoghese Dulces Ponte, e una intensa interpretazione di “Munasterio 'e Santa Chiara”, con solista Barbara Bonaiuto. «Sono le due anime dell'Orchestra italiana» - spiega Renzo - «quella che recupera e rivisita la tradizione pescando tra brani poco conosciuti, come in “Luna nova” e l'altra, l'anima seria, che in “Munasterio” rilegge la Napoli disperata del dopoguerra, quella di “La pelle”. Una Napoli che ho vissuto, da bambino, e mi e' entrata nelle ossa. Con questa musica mi sento molto avanti. Recupero la tradizione e l'attualizzo. E' musica che resta. Le vendite dei vecchi album vanno benone».
Una risposta anche «a chi aveva previsto un tonfo» per la “riedizione critica” di “Alto gradimento”: «Piace a vecchi e bambini. Ha sbagliato chi ha messo il carro davanti ai buoi». «Preso dalla musica e dalla radio», Arbore afferma di '«pensare, ma solo pensare per ora, alla tv. I miliardi di “Carràmba”? Sono il meno adatto a giudicarli. I giochi tv col telefono li inventai io all' “Altra domenica”, ma mettevo in palio 20mila lire». Sanremo da superospite? «Chissà. Potrei andarci, a patto di avere una canzone-bomba e fare spettacolo. Intanto, penso anche al cinema: il 16 ottobre nelle sale riesce “Il Pap'occhio”. Quasi vent'anni dopo».
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