Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol
La ABKCO Music, etichetta fondata alla fine degli anni ’60 dai Rolling Stones, ha perso un contenzioso con Stephen LaVere, attuale detentore dei diritti d’autore sulle canzoni di Robert Johnson. In "Let it bleed" (1969) e "Exile on main street" (1972) il gruppo inserì senza preoccuparsi del copyright le proprie versioni di "Love in vain" e "Stop breakin’ down", del leggendario bluesman che secondo la leggenda, vendette l’anima al diavolo. In alcune edizioni dei dischi, le canzoni compaiono firmate direttamente da Jagger e Richards. Secondo l’avvocato degli Stones, le canzoni erano state pubblicate parecchi decenni prima e mai formalmente investite di qualsiasi diritto d’autore, rientrando quindi nella categoria dei "canti popolari". LaVere, un appassionato di musica, ha invece rintracciato qualche anno fa la sorella di Johnson, e ha negoziato con lei un accordo che concede a lui i diritti d’autore, e alla donna il 50% sulle royalties. Da allora, Bonnie Raitt, Eric Clapton e i Led Zeppelin hanno pagato una percentuale sulle loro "cover" delle canzoni di Johnson; i Rolling Stones, viceversa, non intendono farlo, e hanno fatto ricorso: il caso andrà avanti davanti a un altro giudice, quello della Corte Distrettuale di Los Angeles.
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