Dieci!, parla Omar Pedrini ('Peggior delusione del decennio')

Dieci!, parla Omar Pedrini ('Peggior delusione del decennio')

Non è difficile essere generosi, quando si vince un premio e si porta a casa una grande soddisfazione. Più difficile è fare fronte ad un metaforico schiaffo, nel vedere derubricati il proprio impegno e il proprio lavoro degli ultimi dieci anni a "peggior delusione del decennio". Senza contare, poi, che gli artisti sono notoriamente suscettibili, e - specie se messi all'angolo - non esitano a tirare fuori le unghie. Logico, quindi, che nel contattare Omar Pedrini per fargli commentare il suo piazzamento nella sezione del referendum "Dieci!" dedicata alla "Peggior delusione del decennio" la redazione non fosse esattamente tranquilla. Il già leader dei Timoria, tuttavia, forse per la sua indole disincantata e autoironica, forse perché negli ultimi anni ha avuto problemi ben peggiori che non ritrovarsi in testa a graduatorie del genere, ha invece accettato di buon grado di parlarci del suo piazzamento, dicendosi disponibile anche a confrontarsi con i voti del pubblico commentando il podio di tutte le categorie del sondaggio sul meglio e sul peggio degli ultimi dieci anni. Ecco, di seguito, i risultati categoria per categoria - in neretto - e, appena sotto, le risposte di Omar - in corsivo - con, sul finale, interessanti rivelazioni sul suo prossimo futuro. Che - chissà - potrebbe vederlo tornare insieme ai suoi vecchi compagni...
Buona lettura!



Miglior album del decennio - Italia:
1 - "Safari", Jovanotti
2 - "Amen", Baustelle
3 - "Ballate per piccole iene", Afterhours


E' un podio che la dice lunga sul pubblico votante, che deve essere stato molto eterogeneo: non è un caso che sul gradino più alto sia finito un artista mainstream come Lorenzo, seguito da due band di estrazione alternativa come Baustelle e Afterhours. Da "critico" non avrei nulla da eccepire, sono tutti ottimi album. Musicalmente parlando, il mio percorso umano e artistico mi porta a sentirmi più vicino a Baustelle e Afterhours: personalmente il mio voto l'avrei dato a "Ballate per piccole iene", che ritengo davvero sia un disco eccezionale.

Miglior album del decennio - estero:
1 - "American idiot", Green Day
2 - "Kid A", Radiohead
3 - "A rush of blood to the head", Coldplay


Anche in questo caso il risultato la dice lunga sul profilo del votante medio, che immagino comunque molto giovane, visto il disco vincitore. Io di dubbi non ne avrei: i Radiohead sono stati i protagonisti musicali assoluti di questo decennio, per coraggio, innovazione, coerenza e onestà intellettuale: "Kid A" è un disco magnifico, che avrei votato senza pensarci due volte. I Green Day? Tutto sommato li ho rivalutati, quando ho accompagnato mio figlio ad un loro concerto a Milano: non ho mai avuto una grande opinione di Billie Joe Armstrong e soci, e i loro dischi non sono mai riusciti ad appassionarmi veramente, ma devo ammettere che dal vivo sono una grande band, capace di imbastire uno spettacolo d'impatto e molto divertente. Le loro canzoni non sono affatto male, certo, ma da qui a investirli di un titolo del genere...

Miglior canzone del decennio - Italia:
1 - "Luce", Elisa
2 - "Ovunque proteggi", Vinicio Capossela
3 - "Sei nell'anima", Gianna Nannini


E' facile che parlando di cantanti si usi come sinonimo "artista". Beh, "artista" non è un sinonimo di cantante. "Artista" è un titolo che va meritato, e che ha poco a che fare con lo status professionale di qualcuno. Vinicio Capossela è un vero artista, un cantautore che merita questo appellativo: si vede che è nato per fare arte, a prescindere la suo percorso professionale. I suoi testi, i suoi concerti... Tutto quello che fa trasuda arte. Logico, quindi, che io avrei votato "Ovunque proteggi". Però è altrettanto vero che "Luce" di Elisa è un brano bellissimo.

Miglior canzone del decennio - estero:
1 - "Clocks", Coldplay
2 - "Seven nation army", White Stripes
3 - "Rehab", Amy Winehouse


Il discorso che ho fatto prima per Capossela vale anche per Amy Winehouse: al di là degli eccessi, lei è un'artista vera, un personaggio genuino. Tuttavia, io non voterei nessuno di questi tre brani. Sono stati popolari, certo, ma credo manchi la canzone "epocale" che racchiuda il significato di un decennio in un giro di accordi e un ritornello, come aveva fatto "Smells like teen spirit" dei Nirvana per gli anni Novanta. Così sui due piedi avrei votato "Seven nation army" dei White Stripes, ma per ragioni più che altro affettive: come a milioni di altri italiani mi ricorda la vittoria ai mondiali di calcio di Germania 2006. Bei momenti, gran divertimento: questo è sicuro. Dal punto di vista compositivo, però, alla fine si tratta solo di un riff, anche piuttosto scontato: non credo meriti un titolo del genere...

Miglior artista del decennio - Italia:
1 - Elio e le Storie Tese
2 - Mina
3 - Ligabue


Elio e le Storie Tese? Certo che li avrei votati anch'io, ma come artisti del secolo, mica solo del decennio! Su Mina che dire? Poteva essere anche l'artista dello scorso decennio, e di quello ancora prima e via così. E' sicuramente una pietra miliare nella storia della canzone italiana, un'interprete eccezionale, temo purtroppo in fase calante, soprattutto a causa dei brani che sta scegliendo da interpretare. Liguabue, oggi come oggi, mi lascia piuttosto indifferente: probabilmente lo scorso decennio avrebbe potuto anche ambire a questa palma, ma oggi non saprei. E' da un po' di anni che, salvo eccezioni, persevera su una strada che sta rendendo la sua produzione un po' ripetitiva. Rimane senza dubbio una figura di primissimo piano, sia chiaro. Però...

Miglior artista del decennio - estero:
1 - Coldplay
2 - Radiohead
3 - Pearl Jam


Dipendesse da me, qui avrei assegnato un ex aequo. Quanto ammiri i Radiohead l'ho già spiegato prima: questo è stato il loro decennio, specie nella prima metà. Tuttavia adoro i Pearl Jam: la gestione anarchica della loro carriera me li ha sempre fatti amare, senza contare che - musicalmente - abbiamo lo stesso bagaglio di ascolti e preferenze. Bisogna essere lucidi, però: il loro periodo clou è stato negli anni Novanta. I Radiohead, invece, proprio in questi ultimi anni sono stati capaci di giocarsi le loro carte migliori, sia sui palchi e in studio con concerti e dischi, sia sul mercato, con scelte che hanno saputo interpretare in pieno lo spirito dei tempi. Quindi, seppur per un soffio, la mia preferenza va ancora a Thom Yorke e compagni.

Miglior artista live del decennio - Italia:
1 - Amiche per l'Abruzzo
2 - Vinicio Capossela
3 - Subsonica


Ancora Vinicio, senza dubbio. Avete mai visto un suo spettacolo? E' incredibile: quelle atmosfere fellinianamente circensi, il suo modo di tenere il palco, sono qualcosa di eccezionale. La menzione i Subsonica se la sono meritata tutta: un loro concerto rimane comunque un grandissimo spettacolo, molto divertente, e un diversivo, per chi è abituato ai concerti rock "tradizionali". Le Amiche per L'Abruzzo? Iniziativa senza dubbio encomiabile, non c'è che dire. Artisticamente parlando, però...

Miglior artista live del decennio - estero:
1 - Madonna
2 - U2
3 - AC/DC


AC/DC, non ci penso neanche un secondo. Li avrò visti dal vivo una decina di volte, il loro show è sempre uguale eppure sempre emozionante. Sono un po' come i film di Kubrick: uno può vederli dozzine e dozzine di volte cogliendo in ogni occasione una sfumatura diversa, senza annoiarsi mai. I loro concerti sono la classica cosa che vorresti durasse per sempre, e - sapendo bene che non sarà possibile - vederli e rivederli esorcizza il timore della perdita e celebra il loro rock. L'ultima volta che vennero in Italia ci portai mio figlio, dicendogli: 'Un domani lo racconterai ai tuoi figli, un po' come mio padre mi raccontò di Woodstock'. Loro sono incredibili, e dal punto di vista del pubblico immortali: sotto il palco, ad applaudirli, c'erano ragazzini di sedici anni. Gente che quando è morto Bon Scott non era ancora nata...

Artista rivelazione del decennio - Italia:
1 - Tiziano Ferro
2 - Marco Mengoni
3 - Negramaro


La testa mi dice Tiziano Ferro, un grande professionista, un cantante ancora giovanissimo ma con già una grande esperienza alle spalle che ha saputo imporre un proprio stile riuscendo comunque a fare da subito breccia presso il grande pubblico, che ha ancora tanto tempo per dimostrare di essere un vero "big". Il cuore mi suggerisce i Negramaro. Perché stanno affrontando un loro percorso di crescita con molto coraggio, e perché sono una grande rockband, strumenti alla mano, e questo è un aspetto che oggi come oggi non va assolutamente dato per scontato. E perché comunque li considero gli eredi di quel filone - quello del rock italiano - che tanto tempo fa coi Timoria ebbi l'onore di tenere a battesimo, insieme ai Litfiba e pochissimi altri.

Artista rivelazione del decennio - estero:
1 - Lady Gaga
2 - Anthony and the Johnsons
3 - Eminem


Beh, a giocarsela sono indubbiamente Lady Gaga e Eminem. Sono entrambi grandissimi professionisti, senza dubbio. Lei è la nuova Madonna, ha saputo gestire la sua carriera in maniera ineccepibile. Probabilmente il mio voto l'avrei dato ad Eminem, ma solo per l'handicap avuto in partenza di essere un bianco in cerca di affermazione in un ambito, quello hip hop, oltreoceano più che mai appannaggio degli artisti afro-americani: ha avuto coraggio e determinazione, riuscendo in un'impresa all'apparenza impossibile, come già fecero i Beastie Boys il decennio precedente. Questo, a mio avviso, è il punto in più che lo fa passare in testa a tutti...

Miglior cover del decennio - Italia:
1 - "Io canto", Laura Pausini
2 - "Meraviglioso", Negramaro
3 - "Impressioni di settembre", Franco Battiato


Non apprezzo molto le cover. Da realizzare, poi, sono un qualcosa di estremamente rischioso, perché bisogna saperle rispettare profondamente pur riuscendo a stravolgerle. "Io canto" della Pausini non è male, ma niente di più. "Impressioni di settembre" di Battiato non mi è piaciuta: sono troppo legato all'originale della PFM per apprezzarla. Logico, quindi, che avrei votato "Meraviglioso" dei Negramaro: la scelta del brano è stata ottima, così come ottima è stata l'interpretazione...

Miglior cover internazionale - estero:
1 - "Lady marmalade", Christina Aguilera/Lil' Kim/Pink/Mya
2 - "Pesonal Jesus", Johnny Cash
3 - "Hurt", Johnny Cash


La versione di Johnny Cash di "Personal Jesus" è stata sorprendente: lui è stato capace di dare nuova linfa alla canzone, cosa che raramente riesce. Poi tutti i suoi dischi di cover, gli ultimi, sono molto belli. Sì, Cash è stato in grado di decifrare al meglio canzoni scritte da altri per farle sue e rialaborarle secondo la sua sensibilità. E' un processo difficilissimo da attuare, che a Santana, per esempio, nell'ultimo suo disco (la raccolta di riletture "Guitar heaven: the greatest guitar classics of all time") non è riuscito affatto...

Artista più cool/sexy del decennio - Italia:
1 - Marco Mengoni
2 - Morgan
3 - Tiziano Ferro


Certo, Marco Mengoni è molto sexy... Sì, sono d'accordo con il risultato del sondaggio. Anche Morgan ha molto fascino, per carità: dal punto di vista intellettuale è una figura molto intrigante. Le donne sono più affascinate dalla personalità il più delle volte, è vero, ma se io fossi una donna sarei estremamente carnale e opterei per Mengoni. Per conquistarlo gli ragalerei un mazzo di gigli bianchi. E una copia del "Ritratto di Dorian Gray"...

Artista più cool/sexy del decennio - estero:
1 - Beyoncé
2 - Justin Timberlake
3 - Melissa Auf der Maur


Ok, Beyoncé è molto elegante, niente da dire. Melissa Auf der Maur però mi è sempre piaciuta: ha un fascino molto selvaggio, è androgina ma allo stesso tempo molto femminile. Io, però, avrei votato la sua collega Courtney Love. Fino a qualche anno fa era bellissima, così sciupata, ingestibile... Era una dea. Adesso no, per carità. Si è fatta togliere tutte le rughe dal chirurgo estetico... Non ci farei nemmeno petting, adesso...

Più grande bluff del decennio - Italia:
1 - Marco Carta
2 - Valerio Scanu
3 - dARI


Perché bluff? Nessuno dei tre mi sembra un bluff. Un bluff è qualcuno che finge di essere ciò che non è, che interpreta una parte. Un "fake", come si dice un inglese. Loro tre, invece, sono onesti e si vendono per ciò che sono, ovvero un prodotto industriale. Sono onesti elettrodomestici, prodotti per la casa e per la famiglia. Poi che possano piacere o non piacere è un altro discorso...

Più grande bluff del decennio - estero:
1 - Tokio Hotel
2 - Lady Gaga
3 - Pete Doherty


D'accordissimo sui Tokio Hotel. Sei i dARI cercano in modo onesto di essere come i Tokio Hotel, gli originali sono troppo costruiti per essere credibili. All'apparenza inseguono il punk-glam, ma sotto sotto sono frutto di riunioni tra direttori di marketing di una multinazionale. Robert Plant diceva che l'artista lo senti fiutandolo, e io annusandoli sento puzza di costruito. Cosa, invece, che non sento affatto in Lady Gaga e Pete Doherty. Lady Gaga è un prodotto, e su questa cosa ci gioca molto, con intelligenza. Pete Doherty sarà anche un tossico, senza dubbio, ma - ci metto la mano sul fuoco - è sincero. Chi farebbe quello che fa solo per il gusto di farlo?

La più soprendente risurrezione del decennio - Italia:
1 - Litfiba
2 - Gianna Nannini
3 - Jovanotti


Io avrei detto Omar Pedrini e Francesco Renga sul palco a Brescia, l'anno scorso, dopo dodici anni che non si parlavano: pensa che ha sorpreso anche me! Scherzi a parte, avrei detto Gianna Nannini: è stata un po' la Gianni Morandi del decennio, ha superato un periodo di oblio senza abbattersi per poi tornare alla grande. Capisco i Litfiba, per via del ritorno alla line-up originale, ma davvero non mi spiego Jovanotti: non mi pare che abbia conosciuto momenti di crisi, da quando è in attività...

La più soprendente risurrezione del decennio - estero:
1 - Take That
2 - Abba
3 - AC/DC


Sì, gli Abba senza dubbio: a me piacciono molto, e - grazie al musical e al film ("Mamma mia!") - sono stati l'unico gruppo a tornare in classifica e al centro dell'attenzione del pubblico pur senza riunirsi. Gli AC/DC? E perché mai? Sono forse scomparsi e riapparsi negli ultimi dieci anni? Credo che in molti si siano distratti, e non poco...

L'innovazione tecnologica del decennio:
1 - Facebook
2 - iPod
3 - Youtube


Voto Youtube, senza dubbio. E' incredibile come ti permetta, dal salotto di casa, di recuperare in un paio di click tante di quelle cose che pensavi perse irrimediabilente. E, nell'epoca dell'immagine, uno strumento del genere è fondamentale...

La peggior delusione del decennio - estero:
1 - Amy Winehouse
2 - Guns 'N Roses
3 - Chris Cornell


Il mio voto l'avrei dato ai Guns 'N Roses: aspettare quindici anni un disco è troppo anche per un capolavoro, che "Chinese democracy" poi neanche è. Soprattutto, però, è stata deludente la scelta di Axl di intitolarsi il gruppo escludendo tutti gli altri: ci fosse stato almeno Slash avrei capito, ma - per come stanno le cose - avrebbe potuto tranquillamente continuare come solista senza ricevere le lamentele di nessuno. Non sono affatto d'accordo, invece, con Amy Winehouse, ma qui l'errore l'ha commesso chi l'ha inserita nel panel: a me piace moltissimo, la trovo un'artista genuina e molto dotata, nonostante le intemperanze delle quali si è resa protagonista. Chi l'ha votata, ne sono sicuro, verrà smentito dalla storia...

La peggior delusione del decennio - Italia:
1 - Omar Pedrini
2 - Ligabue
3 - Tiromancino


Iniziamo dal gradino più basso del podio. I Tiromancino non mi pare abbiano deluso nessuno: sono i padri della contaminazione tra generi, in Italia, e hanno saputo seguire un percorso artistico molto coerente. Il loro leader, Federico Zampaglione, ha saputo cimentarsi anche in ambiti diversi, come ad esempio quello cinematografico: cosa si può chiedere di più, ad un artista? Ho come il sospetto che parte dei votanti, specie quelli di sesso maschile, siano stati influenzati da quel pizzico di invidia di saperlo condividere la camera da letto con una bellissima donna, sua moglie Claudia Gerini. Chi si accompagna a bellezze del genere è spesso oggetto di antipatie, lo so per esperienza diretta. Su Ligabue, non vorrei essere frainteso: non ho nulla contro di lui, è un artista più che dignitoso. La sua produzione è stata notevole, fino a "Buon compleanno Elvis", poi è caduto in una spirale piuttosto ripetitiva. I suoi ultimi lavori mi danno l'idea che siano calcolati tutti nel minimo dettaglio, in modo da seguire un pattern collaudato che non esponga né il prodotto, né lui né tantomeno la casa discografica a qualsiasi tipo di rischio. Lui le canzoni le sa scrivere, per carità, ma ho come l'impressione che avrebbe potuto concentrare gli episodi migliori dei suoi ultimi quattro dischi in un solo, bellissimo album. E' anche vero, però, che lui muove numeri enormi, ed è sottoposto a pressioni che io non conosco, quindi non credo di avere tutti gli elementi per una corretta valutazione della sua condizione. E riguardo al vincitore...

Per me è stata una bellissima sorpresa: voglio dire, è la prima volta che in classifica sono davanti a Ligabue, di cosa dovrei lamentarmi? Scherzi a parte, credo che tanti miei fan non mi abbiano mai perdonato lo scioglimento dei Timoria. Come, poi, se avessi deciso io di scioglierli. Anzi, io sono stato il capitano che è affondato insieme alla nave, quando Diego - che tra noi è stato sempre il più razionale - ha scelto di "staccare la spina" e dare vita ai Miura. E non gli rimprovero nulla, posso assicurare. Forse la sua decisione è arrivata, nella nostre vite e nella vita del gruppo, in un momento giusto. L'aver interrotto la carriera dei Timoria in quel momento ci ha permesso di rimanere ottimi amici, senza sospesi e recriminazioni. Tra noi le cose stavano cambiando, gli orientamenti musicali stavano prendendo strade diverse e - prima di arrivare ad un'implosione che si sarebbe lasciata dietro uno strascico di rancore - la separazione è stata il migliore degli epiloghi. Siccome siamo rimasti in ottimi rapporti, non escludo assolutamente una reunion, in futuro. Semmai dovessimo farla, però, sarà solo per una reale esigenza artistica, e non per ragioni "alimentari". C'è solo una persona che potrebbe portarmi a rimettere insieme il gruppo dall'oggi al domani, e questa persona è Illorca (Carlo Alberto "Illorca" Pellegrini, bassista dei Timoria, che nel 2004 ebbe un grave incidente stradale in compagnia dello stesso Galeri che lo costrinse ad un lungo periodo di riabilitazione, ndr): se lui mi chiamasse chiedendomi "Omar, torniamo a suonare", io nel giro di un'ora sarei nel mio studio a scrivere nuove canzoni. Per il resto non saprei: negli ultimi anni mi sono dato con profitto a cinema, televisione e radio, e non penso che questo possa avere indispettito qualcuno. Il mio ultimo disco, "La capanna dello zio rock", è uscito troppo a ridosso della fine dell'anno per essere preso in considerazione, quindi immagino che a tanti non sia andato giù "Pane, burro e medicine", il disco che ho pubblicato nel 2006. E' vero, era molto diverso dagli episodi precedenti. Il fatto è che la realizzazione di quell'album è stata una cosa molto importante per me. Nel 2004 ero stato male (Pedrini, subito dopo la pubblicazione di "Vidomar", fu colpito da un aneurisma aortico, ndr), e per lungo tempo fui costretto a stare lontano dalla musica. Durante la convalescenza non smisi però di scrivere canzoni, e - non appena i dottori mi diedero il permesso - cercai di registrarle. Non potevo andare in studio e fare un disco rock, con batteria, chitarre elettriche e tutto il resto, perché ero ancora troppo debole: non sarei stato credibile, e questo sì l'avrei trovato un vero affronto ai miei fan. Così in compagnia di un amico iniziai a registrare "Pane, burro e medicine" in casa, con un computer: il risultato fu decisamente orientato al pop, come inevitabilmente doveva essere, mancando i presupposti per la realizzazione di un disco rock. Lo considero il disco della mia rinascita, per molti versi. Trovo un po' crudele il comportamento dei fan, in questo frangente, ma credo abbiano fatto bene ad esprimersi così: la sincerità è fondamentale, e poi finire primi - anche in classifiche del genere - è indice di un grande affetto da parte di chi mi segue. Quindi accetto il premio, e mi dichiaro pronto per una nuova sfida: farò tesoro di queste osservazioni, che - molto probabilmente - mi serviranno, tra dieci anni, per arrivare primo a quella riservata alla "miglior resurrezione del decennio"...

Dall'archivio di Rockol - racconta "Come se non ci fosse un domani"
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