Credits: Gianni Sibilla
“Oppa” è il grido di battaglia che Piero Pelù ha lanciato più volte ai circa trentamila spettatori presenti all’autodromo, molti dei quali venuti proprio per essere presenti al suo primo concerto del dopo-Litfiba. Il cantante li ha ripagati con più di un’ora e mezza di concerto in cui è riuscito a rinunciare quasi del tutto al suo importante passato: eseguito quasi per intero “Né buoni né cattivi”, il disco del debutto solista, con l’aggiunta di “Il mio nome è mai più” (tra i bis, preceduta da un appello a sostenere Emergency), l’omaggio a Demetrio Stratos di “Pugni chiusi”, e quattro brani dei Litfiba - tra i quali nessuno dei cavalli di battaglia del gruppo. Una scelta significativa e coraggiosa, che il pubblico ha capito, visto che lo ha salutato con cori da stadio - con qualche voce isolata che prima dell’inizio invocava i Litfiba. Tutti erano lì per lui, per vederlo sul palco, istrione come al solito, e per sentire la sua voce, inconfondibile. E Pelù non ha tradito il suo pubblico, che, ordinato, ha ascoltato le canzoni dell’album del suo debutto solista, senza scaldarsi troppo, scatenandosi invece sui pezzi ripescati dal repertorio Litfiba, specie “Denti stretti” e “Regina di cuori”. Qui i fans hanno intonato in coro le parole delle canzoni, entusiasmandosi ed emozionandosi. Sui brani del nuovo corso di Pelù, invece, i fans ascoltavano per lo più in silenzio e tranquilli, con l’eccezione del singolo “Io ci sarò”, della cover dei Ribelli e di “Il mio nome è mai più”. Il pubblico si aspettava forse qualche canzone in più dei Litfiba – in testa alla classifica delle più desiderate “El diablo” – ma non ha contestato la scelta di Pelù, anzi, lo ha richiamato sul palco e lo ha applaudito. Se dunque il percorso musicale intrapreso da Pelù può essere materia di discussione tra i critici e i fans (e tenendo doverosamente conto che si è trattato di un esordio assoluto, una “data zero” come ha opportunamente ricordato il cantante), su una cosa non si può discutere: la capacità istrionica di Pelù, inimitabile mattatore del palco, capace di pose da idolo seguite, un attimo dopo, da guizzi di irresistibile autoironia. Ma qualcuno ha mai dubitato che Piero Pelù fosse una star?
Ecco la scaletta del concerto:
“Big.bug”
“Homo europeus”
“Denti stretti”
“Fuori di qui”
“Regina di cuori”
“Perfetto difettoso”
“Aquilone”
“Io ci sarò”
“Né buoni né cattivi”
“Pugni chiusi”
e “Taksim blues”
“Il vento”
“Il segno”
“Ritmo 3#”
“Toro loco”
Ecco la scaletta del concerto:
“Big.bug”
“Homo europeus”
“Denti stretti”
“Fuori di qui”
“Regina di cuori”
“Perfetto difettoso”
“Aquilone”
“Io ci sarò”
“Né buoni né cattivi”
“Pugni chiusi”
e “Taksim blues”
“Il vento”
“Il segno”
“Ritmo 3#”
“Toro loco”
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