Credits: Gianni Sibilla
"Ragazzi oggi sono più importante di Clinton... E’ la mia ‘data zero’", esordisce Piero Pelù in conferenza stampa. "Di solito si fanno nei club o nei palasport ‘scrausi’. Ma siccome a me piace fare le cose facili, eccomi qui, il giorno 17 perdipiù. Perché un festival per la mia prima uscita dal vivo? Perché così mi sento anche un po’ protetto, non lo nego. Il mio sogno sarebbe un tour tutto di festival, ma dopo quello di Bellinzona, con Elisa e Ginevra Di Marco, a settembre sarò solo. Qui oggi siamo un po’ nel tempio del pubblico del rock, nel festival più importante d’Italia. Il pubblico del rock sa prendere posizioni. Se mi arrivasse roba sul palco che non fosse biancheria intima, mi farei un bell’esame di coscienza. Comunque, se anche mi tireranno i pomodori, io non butto via nulla. Riciclerei anche gli ortaggi, e dopo il concerto si potrebbe fare una bella zuppona". Chi mi piace degli artisti qui presenti? I Morcheeba. Mi sarebbe piaciuto buttarmi dal palco dei Rage Against The Machine, e mi interessa anche Kelis... Oh, c’erano i Punkreas! Loro sono fortissimi. Poi i Subsonica, col più grande cantante italiano, e domani c’è Elisa, la più grande cantante di Trieste... Scherzo, siamo amici. Poi gli Oasis, che non si sa bene cosa siano... Beh, tanta bella gente".
Il concerto prevede anche quattro canzoni dei Litfiba: "Regina di cuori", "Ritmo #3", "Il vento" e "Denti stretti". Quest’ultima, spiega Pelù, "è una canzone di 7-8 anni fa forse mai valorizzata, una delle poche di cui mi fu concesso di firmare anche le musiche. Ci tengo tantissimo, parla di crescita interiore". Tra l’altro, il titolo coincide con quello del libro in cui Ghigo Renzulli racconta la storia dei Litfiba. "Non ho letto il libro, la storia dei Litfiba la conosco già", sorride il cantante, che un pezzo di storia del suo vecchio gruppo lo avrà al suo fianco stasera: Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo. I quali si ritroveranno comunque accanto a un Pelù assolutamente convinto della nuova direzione musicale intrapresa. "Il med-rock ha un raggio di azione enorme e mi permetterà di sperimentare in tanti sensi. Non so a cosa potrò arrivare, ma ho avvertito un bisogno profondo di recuperare le mie radici mediterranee, fonderle e farle convivere con il rock, anche perché la convivenza tra generi musicali può dimostrare la possibilità di una pacifica convivenza tra generi umani molto diversi tra loro. La musica è l’unico linguaggio veramente trasversale della grande Babilonia oltre a quello del corpo".
Comunque il linguaggio della popstar toscana è certamente mutato da "El diablo" a "Io ci sarò".
"Sono due canzoni nate in momenti storici anche diversi. Nel ’90 vivevo certe cose, e anche la società attorno era in un certo modo. Ora siamo nel 2000 e si parla e si affrontano gli argomenti in modo molto diverso. Allora affrontavo la realtà in modo molto più sanguigno e diretto, ottenendo denunce e critiche. Ora sono cambiato. Ci si evolve in altro modo. Essermi trovato con una responsabilità è stato un grosso incentivo. Alla fine sono diventato più sicuro di me e il passato mi sembra molto remoto. Negli ultimi due anni ho passato un brutto periodo, e dire ‘Ci sarò con tutto il mio entusiasmo’ è stato una sorta di medicina. Per fortuna per la gente sono rimasto Piero. Ero Piero prima, e anche ora...
Dopo un pensiero ai colleghi con cui ha inciso "Il mio nome è mai più" ("Sarebbe stato molto carino cantare qui con Jovanotti e Pelù, ma per ora ogni progetto di suonare insieme è in stand-by"), un’opinione su MP3. "Mi sembra che le case discografiche non siano preparate ad affrontare questo problema, né dal punto di vista degli artisti né da quello del pubblico. Ormai un milione di ragazzi ha un masterizzatore, e un disco di successo oggi vende meno di metà di quel che vendeva qualche anno fa. I discografici dicono che si aggiusterà tutto, ma... Bisognerebbe inventare qualche veleno, o abbassare il prezzo dei dischi. Oppure le case discografiche dovrebbero aprire il loro sito con i brani in formato MP3 così la gente non andrebbe più su vùvùvù.cumprà.it..."
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