USA, torna in scena l'Oi! (parola di 'Spin')

Secondo il numero di gennaio del mensile americano "Spin", l'Oi!, il genere musicale che in Gran Bretagna venne soprattutto associato agli skinheads, «sta nuovamente prendendo fuoco». Il motivo principale sarebbe da ricercare nella sempre maggior disaffezione dei fans di musica punk nei confronti dei gruppi di quel genere ormai troppo commercializzati. Tra i gruppi di "nuovo Oi" citati nel servizio del giornalista Robert Arriaga sono da annoverare i Dropkick Murphys di Boston, i Templars di New York ed i Cuffs del New Jersey, mentre l'etichetta più attiva nel pubblicare "Oi! music" è indicata la Pub City Royal di San Francisco.

A volte quasi involontariamente umoristica risulta poi la descrizione del vestiario dell'appassionato di Oi!: polo della Fred Perry, bretelle rosse, anfibi neri. Neri sì, ma con lacci rossi per far intendere che il portatore è antirazzista, mentre si sa bene che, specie nel suo ultimo periodo, in Inghilterra l'Oi! andava a braccetto con formazioni di ultradestra quali il National Front.
A tal proposito ricordiamo che, attorno al 1980, sul mensile italiano "Rockerilla" si verificò una simpatica querelle attorno all'utilizzazione di una recensione di un album di Oi!. Tempi lontani, per fortuna. In chiusura, un'ultima annotazione: tra i padri putativi del revival USA vengono indicati gli Sham 69, indimenticato gruppo inglese sfasciatosi dopo una serie di album micidiali. Guidati da Jimmy Pursey, restano celebri per il loro grido di battaglia, mutuato dal testo di un loro singolo: «What have we got? Fuck off!».
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