Renato Zero: ‘Il mio disco, fuori dal tempo e dallo spazio’

Renato Zero: ‘Il mio disco, fuori dal tempo e dallo spazio’
Dopo le polemiche, si torna a parlare di "Tutti gli zeri del mondo". Questa volta, però, la televisione c’entra solo marginalmente, visto che Renato Zero ha scelto di intitolare allo stesso modo del suo controverso programma di Rai Uno il suo nuovo album, che raccoglie alcuni dei brani presentati nel corso della trasmissione. E presentando oggi il disco alla stampa in un club milanese, Zero anticipa le possibili maligne insinuazioni e precisa: "Questo disco non s’aveva da fare. Né io né la Sony avevamo pensato all’apparizione televisiva come a un'occasione di lancio per vendere un disco. Sono i pezzi che si sono imposti, e mi hanno convinto a lasciare un documento di questa mia avventura televisiva. Guai se non ci fosse una volontà musicale sincera dietro alla nascita di un disco; guai se non ci fosse il desiderio di rischiare, di rimescolare le carte. Non nascondo, comunque, che questo è un disco travagliato, anche perché ho scelto di rifare brani di interpreti e autori importanti, che hanno segnato con la loro musica intere generazioni. Ho deciso, cioè, di confrontarmi con un repertorio difficile e pericoloso".
"Tutti gli zeri del mondo", in uscita il 26 maggio, raccoglie infatti, accanto a una serie di brani inediti, tracce che sono altrettanti omaggi a importanti interpreti e autori della storia della canzone: "L’istrione" di Charles Aznavour, "La canzone di Marinella" di Fabrizio De André, "Tu si ‘na cosa grande" di Domenico Modugno, "Vedrai vedrai/ Lontano lontano" medley di due brani di Luigi Tenco, "Anche per te" di Lucio Battisti, "Il mio mondo/ Il nostro concerto/ La musica è finita", tutte e tre canzoni firmate da Umberto Bindi.
Come mai questa scelta di ritornare al passato? "Ripescando dal repertorio di grandi autori e cantanti si fa innanzitutto un favore alle nuove generazioni, perché si dà lo stimolo alla scoperta di un patrimonio che ha picchi altissimi di qualità. I brani che ho scelto sono ormai dei classici della canzone e testimoniano di un modo di fare musica, e soprattutto di un periodo della nostra storia musicale in cui pensiero e talento non erano omologati".
Com’è stata l’esperienza di cantare brani così conosciuti, di interpreti ognuno con uno stile particolare e ben noto al pubblico? "Diciamo che ho fatto un po’ come fanno gli attori. Questi pezzi mi hanno obbligato a spogliarmi di una serie di certezze e di sicurezze derivanti dal fatto di essere Renato Zero. Ho dovuto calarmi in un’altra dimensione: chi ascolterà quelle canzoni le troverà come filtrate, misurate e serene. E’ difficile riconoscere Zero in questi brani, ma ho deciso di sacrificare una parte di me per evocare una serie di emozioni. E’ un album anomalo per me, fuori dal tempo e dallo spazio". A proposito della cover di "L’istrione", "E’ il pezzo più aderente alle mie corde" ammette Zero, che aggiunge: "A suo tempo in Italia fece scandalo, per quella sua dichiarazione: ‘Perdonatemi se con nessuno di voi non ho niente in comune’. Oggi è un sentimento più diffuso, anche se spesso si associa alla disperazione".
Nel disco sono inclusi anche brani inediti, tra cui "Tutti gli zeri del mondo", sigla del programma Tv cantata in duetto con Mina. Di televisione, nell'incontro con la stampa, si parla poco, anche perché sul tema sono già stati versati fiumi d’inchiostro; Zero si limita ad aggiungere: "La televisione è una sfida che ho accettato per la mia voglia di crescere, di misurarmi con nuove esperienze. Ora posso dire di aver preso le misure: conosco il drago e la prossima volta saprò come combatterlo".
Ormai raggiunta la soglia dei cinquanta, Zero - che quest’estate si esibirà dal vivo con il contagocce (una serata al Festivalbar e un’apparizione al Festival di Ravenna, appuntamento estivo per il mondo della classica) - confessa di avere attraversato un momento di crisi in corrispondenza con la perdita di alcuni amici "importanti artisticamente e umanamente, come Mia Martini". Oggi, ritrovato l’equilibrio, un suo desiderio per l’immediato futuro è quello di contaminarsi con "nuove amicizie, con nuovi universi, magari con l’acne. Perché qualcuno con questi giovani dovrà pure tornare a parlarci". E a chi gli chiede se tornerà mai a scrivere una canzonetta estiva, tipo "Galeotto fu il canotto", risponde: "Mi piacerebbe, eccome: ma l’estate, ormai, non è più una stagione che merita una canzone. E’ troppo corta, e con l’età ho pure capito che è bugiarda e vigliacca, in ogni senso. C’è troppo di tutto".
Dall'archivio di Rockol - Renato racconta Zero, il folle
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.