Credits: Roberta Tagliaferri / Concessione in uso a Rockol
"Erano anni che tentavo di fare un disco come questo. Avevo solo bisogno di un soggetto. Qualcosa di davvero brutale per dare forma a un disco molto duro... Un disco vero, e non immaginario. Questa è la direzione che sta prendendo la nostra società: davvero lo vogliamo?" Così Alice Cooper presenta il suo nuovo album, "Brutal Planet", denso di riferimenti alla violenza giovanile, a cominciare da una canzone intitolata "Wicked young man" che recita: "Ho in tasca un pugno di pallottole e la mappa della scuola". Il pensiero vola al massacro della Columbine High School, e il vecchio Vincent Furnier (vero nome della rockstar) lo sa: "Quando l’ho scritta mi sono detto: questa causerà un po’ di controversie. Ma l’ho scritta per far capire che non possiamo permettere che al protagonista della canzone, ispirato dal violento Alex di ‘Arancia meccanica’, sia consentito convivere con la propria personalità. Non possiamo ignorare che quelli come lui sono in circolazione. Dobbiamo parlarne alla gente, in modo che capisca che se ne incontra uno deve segnalarlo alla comunità. Il pianeta è diventato piuttosto spaventoso negli ultimi anni, ed ecco perché il titolo del disco". Il cantante aggiunge che Columbine gli ha ispirato un altro brano, "Blow me a kiss". "Parla dell’insensatezza di quanto è accaduto. Gli assassini erano un paio di tizi malati, e non ha senso prendersela con la musica che ascoltano o i film che guardano. Gli altri ragazzi che ascoltano la stessa musica e vedono gli stessi film non hanno fatto niente di male".
Schede:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale