Il cantante del gruppo scozzese ha confessato al "Melody Maker" di essere crollato sotto la pressione del successo di "The man who" (oltre due milioni di copie vendute), qualche mese fa a Los Angeles. "Ho pianto a dirotto, seduto sul letto, mentre la mia ragazza, Nora, cercava di consolarmi. Di solito non piango. Ma in quel momento mi sono accorto che tutto mi scappava di sotto mano. Forse è come una pentola a pressione, bisogna lasciarsi andare un po’. Ma mi sono trovato a un passo dall’andare in pezzi. Stavano succedendo così tante cose e così in fretta, c’erano centinaia di cose da fare contemporaneamente ed io mi chiedevo: ‘Che c... sta succedendo?’ Ero nervosissimo, mi svegliavo e sentivo che non ce l’avrei fatta a cantare. Ho smesso di fumare e farmi le canne, perché se lo fai dopo ogni concerto il giorno dopo la paghi. Comunque, alla fine credo che sia stato solo l’effetto della fatica. E’ come un rito di passaggio, come cambiare la pelle. Puoi solo subirlo".
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