Il "Corriere della Sera" e "Repubblica" raccolgono il testimone della staffetta ideale riguardante il concerto-tributo a Fabrizio De André, che si terrà questa sera al Teatro Carlo Felice di Genova. Ieri ne riferiva il "Messaggero", oggi tocca ai due principali quotidiani: il "Corriere della Sera" dà addirittura la parola a Cristiano, figlio di Fabrizio. Che scrive: "Questa serata a Genova non è un omaggio postumo a mio padre. Non è una commemorazione. Questa serata rispetta e rispecchia il suo spirito libero, la sua attenzione per i più deboli e gli emarginati, i suoi sentimenti più profondi di indipendenza e compassione. L'idea non è stata mia né della nostra famiglia. La proposta è di Sergio Cusani, amico di papà e mio. Ci ha contattati un anno fa e ci ha trovato subito entusiasti, perché - a differenza di tante altre richieste - prevedeva una conclusione che sarebbe piaciuta a mio padre: a beneficiarne sarebbero state le minoranze. I rom, ma non solo loro: ne è garante Don Gallo che, con la sua Associazione San Benedetto si occupa di prostitute, tossicodipendenti, detenuti, bimbi maltrattati, insomma i diseredati che hanno popolato poesia e musica di Fabrizio De André. E che in nome suo riceveranno un po' di sollievo e un ruolo da protagonisti stasera".
Sottolinea "Il Corriere" che "E' tutto pronto. Franca Rame e Lella Costa hanno studiato la loro 'parte', 5 strofe ciascuna del 'Testamento di Tito'. Manlio Sgalambro dà gli ultimi tocchi alla sua interpretazione di 'Storia di un impiegato'. Don Gallo ha preparato la lista 'degli ultimi' che, stasera, saranno i primi. Un emozionatissimo rom sta ripassando le parole che gli regaleranno cinque minuti d'inaudita celebrità. Il disegno di Dario Fo si è trasformato nel grande graffito firmato da 'Atomo', al secolo il consigliere comunale Davide Tinelli, che decorerà il palcoscenico. I duemila biglietti sono esauriti da un pezzo e gli ultimi 200 posti (in piedi) saranno messi in vendita, senza troppa pubblicità, stasera alla biglietteria del 'Carlo Felice' di Genova".
"Repubblica", invece, riflette sul fatto che "Fabrizio avrebbe cantato volentieri, se solo avesse potuto immaginare il cast di questa sera ("un po' come il primo Woodstock: partito in sordina e pian piano diventato il più grande spettacolo mai realizzato in Italia" sostiene Zucchero). Dori Ghezzi ha tenuto vuoti fino all'ultimo i nomi da abbinare al Testamento di Tito e ad Anime salve: erano per Guccini e Fossati, che stasera non ci saranno. Come Beppe Grillo e a differenza di Celentano. Già, che c'entra il molleggiato con De André? Dori svela un particolare curioso: "Fabrizio, quando Adriano tornò in televisione, gli mandò un telegramma. Mi disse: "ora recita, ma quell'uomo ha scritto canzoni molto importanti per tutti noi". Chiedergli di interpretare un simbolo come La guerra di Piero mi è sembrato doveroso". Ma la sorpresa maggiore potrebbe venire da Luvi e Cristiano: non sono in scaletta, ma un loro contributo appare naturale.
Sottolinea "Il Corriere" che "E' tutto pronto. Franca Rame e Lella Costa hanno studiato la loro 'parte', 5 strofe ciascuna del 'Testamento di Tito'. Manlio Sgalambro dà gli ultimi tocchi alla sua interpretazione di 'Storia di un impiegato'. Don Gallo ha preparato la lista 'degli ultimi' che, stasera, saranno i primi. Un emozionatissimo rom sta ripassando le parole che gli regaleranno cinque minuti d'inaudita celebrità. Il disegno di Dario Fo si è trasformato nel grande graffito firmato da 'Atomo', al secolo il consigliere comunale Davide Tinelli, che decorerà il palcoscenico. I duemila biglietti sono esauriti da un pezzo e gli ultimi 200 posti (in piedi) saranno messi in vendita, senza troppa pubblicità, stasera alla biglietteria del 'Carlo Felice' di Genova".
"Repubblica", invece, riflette sul fatto che "Fabrizio avrebbe cantato volentieri, se solo avesse potuto immaginare il cast di questa sera ("un po' come il primo Woodstock: partito in sordina e pian piano diventato il più grande spettacolo mai realizzato in Italia" sostiene Zucchero). Dori Ghezzi ha tenuto vuoti fino all'ultimo i nomi da abbinare al Testamento di Tito e ad Anime salve: erano per Guccini e Fossati, che stasera non ci saranno. Come Beppe Grillo e a differenza di Celentano. Già, che c'entra il molleggiato con De André? Dori svela un particolare curioso: "Fabrizio, quando Adriano tornò in televisione, gli mandò un telegramma. Mi disse: "ora recita, ma quell'uomo ha scritto canzoni molto importanti per tutti noi". Chiedergli di interpretare un simbolo come La guerra di Piero mi è sembrato doveroso". Ma la sorpresa maggiore potrebbe venire da Luvi e Cristiano: non sono in scaletta, ma un loro contributo appare naturale.
Schede:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale