Credits: Daniele Franchi
«A volte, se ci penso, non riesco a crederci: cantare "Nutriente", una canzone che ho scritto nella mia stanza con una chitarra scordata, insieme ad un'orchestra di trenta elementi è qualcosa che mi sembra ancora un sogno. Eppure era tanto tempo che pensavo a Sanremo, cercando di immaginarmi come fosse. Bene, quella di quest'anno mi sembra un'edizione molto riuscita, finalmente piena di musica nuova». A parlare così è Moltheni, uno dei protagonisti più interessanti del Festival, anche se la sua canzone "Nutriente" sembra aver deluso almeno parzialmente le aspettative, a giudicare dalle voci in sala stampa. «Mi sto divertendo molto, girando per interviste di giorno, suonando la sera e andando in giro per Sanremo la notte. Sono molto curioso, e amo la notte perché mi consente di osservare da vicino le persone, di intravederne la vera personalità». Tra le canzoni in gara cosa ti piace? «Mi sono piaciute molte canzoni, anche se non me lo aspettavo. Non per difendere la categoria, ma mi sono piaciuti molti giovani, e anche alcuni dei big, come ad esempio Samuele Bersani. Tra i giovani direi Enrico Sognato, il mio preferito, e poi Tiromancino e Riccardo Sinigallia, e Alessio Bonomo, che ha portato al Festival una canzone splendida». Cosa farai dopo Sanremo? «Andrò in tour come spalla dei Verdena i primi 10 giorni di marzo - amo fare la spalla! - e poi partirò con il mio tour, finalmente. Intanto viene ripubblicato il mio album con aggiunto il brano di Sanremo. Mi dispiace soltanto che il singolo non venga commercializzato, per cui sarà disponibile solo l'album ristampato. E' una decisione della mia casa discografica, che vuole portare attenzione sull'album, cosa che condivido ma che non dovrebbe penalizzare quanti hanno già acquistato il mio album e non possono certo riacquistarlo per un solo brano in più».
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