Katherine Jackson, madre di Michael, ha denunciato AEG Live, il promoter che aveva fatto firmare all'artista il contratto che lo legava alla produzione di 50 concerti presso la O2 Arena di Londra. Katherine, nell'atto depositato presso la Superior Court di Los Angeles, ritiene che la "concert production company" abbia causato la morte del figlio in quanto responsabile della salute del cantante; lo stato di salute dell'artista era stato messo da AEG nelle mani del medico Conrad Murray. La denuncia specifica che Murray, attualmente in libertà in attesa di processo, fu selezionato, pagato e controllato dalla AEG. "Fu proprio AEG a disporre che Michael Jackson venisse trattato proprio da questo medico per assicurarsi che Michael si sarebbe presentato a tutte le prove e a tutti i concerti", è scritto sulla denuncia come riporta
la CNN. La stessa poi prosegue asserendo che il promoter aveva la responsabilità legale di non nuocere al cantante ma "la AEG, nonostante fosse a conoscenza della condizione fisica di Michael Jackson, ha infranto quest'obbligo mettendo al primo posto il desiderio di accumulare grandi profitti al posto di occuparsi della salute e della sicurezza di Michael Jackson". Inoltre la AEG, sempre secondo la signora Katherine (80 anni, dell'Alabama), non consegnò a Murray una apparecchiatura medica che era stata promessa e neppure provvide ad affidare a Murray l'infermiera che era stata prevista da contratto. La denuncia descrive poi l'ultima settimana di vita del King of Pop e fa notare che, alle prove svoltesi due giorni prima della sua scomparsa, Jacko era "gelato"; il 24 giugno 2009 Michael aveva i brividi ed era "disorientato". "AEG era perfettamente a conoscenza delle sue condizioni ma non pospose alcuna prova (...) minacciando che, se avesse saltato un'altra prova, avrebbe annullato il tour", è scritto.