Pitti uomo si ispira ai Beatles

Pitti uomo si ispira ai Beatles

E’ quanto scrive il quotidiano la Repubblica in un articolo a firma Ilaria Ciuti, che trae spunto dallo svolgersi, proprio in questi giorni, dell’annuale fiera internazionale fiorentina dedicata all’industria dell’abbigliamento maschile: «"Erano malvestiti.

Disordinati, arruffati, giacche di pelle trasandate stile working class. Un disastro", ricorda sorridendo Gordon Millings, un intraprendente signore inglese che, d'accordo con Paul McCartney ha deciso di rilanciare sul mercato mondiale gli abiti dei Beatles. Erano proprio loro i malvestiti ragazzi che in un ormai lontano 1962 telefonarono a Londra al padre di Gordon, Dougie, che già era un famoso sarto di cantanti e attori. Non avevano idea di moda o quant'altro, ma su un punto erano inflessibili. "Siamo una band di Liverpool. Ci chiamiamo The Beatles, vogliamo qualcosa che sia assolutamente nuovo", disse John Lennon entrando nello studio di Compton Road a Soho, Londra. (…) "Quale momento migliore di questo - dicono Dougie e Gordon - per ritrovare i sogni perduti, quando i grandi stilisti italiani strizzano continuamente l' occhio ai vecchi singing sixties inglesi?". Così a Pitti sono tornate le gloriose giacchine corte e smilze. La nostalgia si è conquista il suo posto al sole. (…) Le giacchine sono identiche precise a quelle di una volta. Col colletto di velluto quella di Paul, militaresca quella di John Lennon, senza collo le due di George Harrison e Ringo Starr. "Non li conoscevo quando vennero da noi a Londra, in Old Compton Street a Soho, eppure capii subito che qualcosa sarebbe cambiato nel mondo", sorride Gordon che ricorda come l'unico a occuparsi veramente di moda fosse Paul, John preferisse scherzare e ridere e gli altri due fossero carini ma assolutamente disinteressati agli abiti». A questo punto l’intervista a Gordon Millings Dougie, che già vestiva i giovanissimi Tommy Steele, Sammy Davis jr., James Dean o Steve McQueen, ebbe l'idea complessiva della nuova immagine, dal caschetto dei capelli ai mitici stivaletti. Un insieme che si tornerà a vendere tutto, 300 sterline per un completo. Ma allora il sarto non tralasciò neanche la musica. Era andato a Parigi per provare un vestito a uno dei Beatles che cantava all'Olympia. I ragazzi gli chiesero di restare a dormire al prestigioso hotel George V. La mattina Millings con il suo abito in prova entrò in camera di McCartney all'ora della prima colazione. "Paul - racconta Gordon - stava suonando un motivetto al piano, John era vicino. Al babbo quel motivo piacque molto e propose di farne una canzone con tanto di titolo. I Beatles, divertiti, acconsentirono. Occupati com'erano con la colazione, proposero di chiamarla “Scrambled eggs”, uova strapazzate. Poi il titolo cambiò, ma era nata “Yesterday”"». Per la cronaca, l’autrice dell’articolo – che scrive McCarthney con l’acca per tutto il tempo – sembra dare forse un po’ troppo spazio all’”intrapredente signore inglese” Gordon Millings, che arriva a permettersi il lusso di definirsi l’inventore del look dei Beatles (qualifica per la quale sono in ballo almeno una decina di persone, tra cui alcune leggermente più titolate dell’illustre stilista) e addirittura rivela che l’input che ha trasformato “Yesterday” – pardon, “Scrambled eggs” – in una canzone è stata di suo padre (chissà che i Beatles la stessero suonando così, tanto per fare qualche vocalizzo al mattino). Mah… .

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