E' scomparso nel corso della notte da poco terminata a Trieste Lelio Luttazzi, maestro e compositore divenuto celebre tra gli anni Cinquanta e Sessanta per il suo stile che fondeva la tradizione italiana allo swing americano: l'artista - che aveva compiuto da poco ottantasette anni - soffriva da tempo di una neuropatia. Tra i suoi brani di maggior successo sono da ricordare "Una zebra a pois", resa celebre da Mina, "Il giovanotto matto", nella storica interpretazione di Ernesto Bonino, "Il favoloso Gershwin" e "Promesse di marinaio". Accanto all'impegno nella prettamente musicale, Luttazzi fu anche autore di colonne sonore, tra le quali "Toto, Peppino e la Malafemmina" e "Totò lascia o raddoppia?". La sua carriera pubblica si interruppe bruscamente nel 1970, quando fu arrestato - con Walter Chiari e Franco Califano - con l'accusa di traffico di stupefacenti: dopo 27 giorni di carcere la sua posizione venne stralciata e l'artista - nei confronti del quale cadde ogni accusa - fu rimesso in libertà.