NEWS   |   dalla Stampa / 17/12/1999

Articolo 31: volgari, esagerati?

Articolo 31: volgari, esagerati?
Presentato "Perché sì", nuovo album degli Articolo 31. Mario Luzzatto Fegiz sul "Corriere della Sera" ne sottolinea la volgarità. «Le emittenti trasmettono un solo brano, "Senza regole", con versi forti come "Il mio credo è riassunto sul mio avambraccio in c... al mondo", "ma quale hip hop? noi siamo una boyband per ninfomani", "Io vado in giro fatto fatto fatto con in tasca un pacco, un pacco di sostanze per farcire una cartina". Ma "Senza regole" è roba per educande se paragonata a "Cattivo gusto" che finora è stata trasmessa solo da Radio Deejay (due personaggi dell'emittente, Paoletta e Linus, hanno prestato la loro voce per le parti parlate). Qualche frase riferibile del testo: "E stasera come preservativo uso il domopak..." Si continua con divagazioni erotiche estreme, tatuaggi ai genitali. Interviene a un certo punto la presentatrice Paoletta che cerca di arginare il turpiloquio. Replica: "Ma vai a fare...". "La canzone - spiegano gli Articolo 31 attraverso il produttore Franco Godi - nasce contro la censura nelle radio che non trasmettono rap e hip hop per via del linguaggio spinto. Ma è un modo per chiudere gli occhi sulla realtà giovanile". La tesi, dal testo della canzone: "Cattivo gusto perché ti do storie malate perché malato è il tempo che vivo quando le scrivo". Un linguaggio specchio dei tempi. Mentre J. Ax sintetizza così il significato del nuovo album: "Ho visto che un uomo è veramente libero quando concede a se stesso di rispondersi: perché sì!"».
Su "La Stampa", Luca Dondoni parla di "Strano lavoro". «Esagerato nelle liriche che spesso vanno giù pesanti sul turpiloquio, esagerato nei suoni che vogliono far tornare l’ascoltatore ai primi progetti firmati Articolo 31 ma cozzano pesantemente con l’attuale realtà musicale. E’ inevitabile infatti registrare come il grosso boom del rap made in Italy verificatosi quattro anni fa, alle soglie del 2000 abbia ormai terminato il suo effetto. Se solo pochi anni or sono qualsiasi direttore artistico di qualsiasi multinazionale del disco si sarebbe fatto in quattro pur di mettere sotto contratto un gruppo rap (non importava che fosse eccezionale tanto poi ci pensava l’ufficio marketing), oggi che la moda del momento impone ai teenagers le varie Christina Aguilera, Britney Spears e compagnia cantante, le cose stanno diversamente. Il nuovo lavoro degli Articolo 31 è stato concepito a New York dove i due ragazzi J. Ax e D.J. Jad si sono trasferiti la scorsa primavera. A settembre la chiusura del disco avvenuta a Milano negli studi Cinemusic di proprietà di Franco Godi (il cervello del progetto Articolo 31) è sancita grazie anche all’intervento di numerosi ospiti. Il primo fra tutti è senz’altro Kurtis Blow diventato famoso negli Anni Ottanta in America con il singolo "The breaks". (...) Se bastasse un Kurtis Blow qualunque per far alzare l’audience allora siamo certi che anche nei prossimi dischi di Neffa, Sottotono, Chief e Soci, La Pina ecc. ecc. troveremo qualche guest-star un po’ decotta legata agli Anni Ottanta fatta arrivare dall’altro lato dell’Oceano. Purtroppo il consenso della gente non lo si ottiene con gli ospiti negli album o cose di questo genere. La gente si innamora di una canzone solo se è una bella canzone. (...) Peccato però che di musica bella in questo settore non se ne senta da parecchio tempo».
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