NEWS   |   Italia / 26/06/2010

Morgan a Rockol: 'Torno alla musica. Ecco come...'

Morgan a Rockol: 'Torno alla musica. Ecco come...'

Una volta tanto, la notizia è una di quelle che fanno piacere: Morgan torna a dedicarsi alla sua musica. E’ quello che annuncia il comunicato stampa che presenta un mini-tour di cinque date in compagnia dell’Ensemble Symphony Orchestra, diretta dal Maestro Carlo Carcano, a cui si affiancheranno i musicisti Daniele Dupuis (basso), Sergio Carnevale (batteria), oltre allo stesso Morgan, impegnato al pianoforte, tastiere e clavicembalo. Intitolato “CON CERTO”, lo spettacolo verrà inaugurato al Festival “SCONFINANDO 2010” di Sarzana (provincia di La Spezia), dove debutterà il 9 luglio, per poi proseguire il 16 luglio a Cesenatico (FC), il 20 luglio a Roma, il 10 agosto a Lignano Sabbiadoro (UD) e il 27 agosto a Marina di Pietrasanta (LU). Al centro dello spettacolo, oltre all’esecuzione di alcune composizioni di musica classica, le canzoni del Morgan solista e quelle, di altri, contenute nella sua cover dell’album “Non al denaro, né all’amore né al cielo” di Fabrizio De André e nell’album di cover “Italian songbook vol.1”.

Quando risponde al telefono dalla sua casa-studio di Monza, trovo Morgan impegnato a riascoltare i nastri del suo tour invernale, quello effettuato in perfetta solitudine ma con la compagnia essenziale della tecnologia: il tour per “pianoforte, i-phone e computer”, come lo chiama lui, gli ha dato la possibilità di incentrare buona parte dello show sull’interazione, di volta in volta diversa, con il pubblico, appassionato all’idea di partecipare attivamente ad un “concert in progress”: "Riascoltando le registrazioni dei concerti mi sono accorto di avere dei dialoghi fantastici con il pubblico. Sono deliranti, surreali, il pubblico segue lo spettacolo con un’impostazione degna del miglior dadaismo. Di questi dialoghi mi piacerebbe fare un collage, ora. Del resto questa tournée è stata davvero unica, fatta di eventi irripetibili, divertente per me, che non ero costretto a fare mai lo stesso spettacolo, e per loro, che si rendevano conto che quello che stava succedendo era unico, succedeva una volta sola e solo per loro. Proprio come nella vita".

Un collage dei dialoghi tenuti con il pubblico. Per farne cosa?
"Io lavoro molto con le voci al computer. Cose dette in passato e che oggi andrebbero diffuse e amplificate. Penso all’orazione funebre di Moravia quando è morto Pier Paolo Pasolini, un documento preziosissimo, in cui vengono dette cose molto importanti. O alcune dichiarazioni televisive di Pasolini che andrebbero trascritte e considerate degli oracoli, così come alcuni pensieri affidati da Calvino ai fortunati giornalisti che hanno potuto avvicinarlo, oppure dichiarazioni di Carmelo Bene. Sono documenti memorabili, disponibili perché avvenuti in presenza di un microfono e oggi presenti in gran parte su Youtube. Il lavoro che faccio è integrarli con le mie canzoni nuove, che sono infarcite di voci. Poi mi piace manipolare la forma vocale, e quindi utilizzare anche voci di poeti, scrittori. Smonto le voci, o meglio smonto i loro discorsi e li ricostruisco. Fabbrico delle voci sintetiche costruite con i singoli fonemi di questi personaggi, ai quali però talvolta faccio dire quello che voglio io".
Quindi stai lavorando ad un nuovo album, finalmente…
"Diciamo che faccio tutto questo per un lavoro che sarà. Un lavoro che vedrà la luce attraverso dei suoi emissari che ne racconteranno le gesta, un disco che arriverà quando gli avranno preparato terreno fertile le sue emanazioni. E’ come se stessimo parlando di un tessuto molecolare. L’album sarà preceduto da alcune sue protuberanze, che sono simili a lui come tessuto e con le quali avrà un legame proteico. Stiamo parlando di un disco che si potrebbe chiamare “Utopia”, un lavoro per il quale sto esplorando l’idea di una sorta di intelligenza artificiale applicata alla musica e alla sua fruizione, e per la quale mi sento ormai a metà del lavoro".
Utopia, legame proteico, intelligenza artificiale…inizio a pensare di essermi perso qualcosa…
"E’ molto semplice, in realtà. In buona sostanza io fornirò una canzone con una chiave di ascolto, per cui la prima volta che la ascolti sarà come io volevo, mentre dalla seconda volta in poi sarà come tu vuoi: ne influenzerai l’andamento, la composizione, gli arrangiamenti, i timbri, il missaggio, le parole stesse. Creerai dei percorsi tra le canzoni e comporrai come vuoi la sequenza dell’album, perché sarà probabilmente o un’applicazione di i-phone o un sito, ma non sarà più un supporto rigido come il cd. Sarà comunque un album, fornito nella mia versione, chiamiamola “Utopia: Morgan release 1.1”, alla quale ognuno potrà affiancare la sua. Sarà un mio disco, ma potrà essere rielaborato da chiunque altro".
E come?
"Non servirà essere un musicista, basterà essere in grado di fornire degli impulsi. Ad esempio esporre il disco a determinate temperature, o dare degli impulsi ritmici percuotendo l’iPhone mediante il touch screen, o ancora, sempre mediante il touch, avere la possibilità di interagire con il brano nel momento in cui ti interessa e fargli prendere altre vie rispetto a quelle che sta percorrendo. Naturalmente tali possibilità saranno di numero finito, ma poiché è moltiplicando un numero finito che si ottiene l’esponenzialità, potremo dire che questo disco non è infinito ma gli si avvicina, ossia tende a “+infinito”. In questo senso l’album sarà finito proprio quando sarà completamente non finito, ossia sterminato nelle sue potenzialità. Mi segui?"
 Ci provo… ma come si lavora ad un album del genere? Voglio dire, che tipo di lavoro stai facendo sulle canzoni?
"Beh, ad esempio in questo momento io ho davanti a me cinque monitor e tre computer. Sugli schermi dei monitor ho delle linee colorate, e i tre computer sono interfacciati con i cinque monitor come a comporre un circuito autosufficiente, in grado di sviluppare per ogni esecuzione di un brano un percorso nuovo ed originale rispetto alla precedente. Ogni volta che schiaccio il tasto “play” il brano parte e si sviluppa in un modo diverso ogni volta e quasi incontrollabile. E’ come avere a che fare con un organismo vivente, che se ne va dove vuole: a volte è meraviglioso, a volte è decisamente sbagliato, e allora devo intervenire sull’errore. Quindi di fatto in questo momento sto collezionando gli errori che fa questo disco…"

(La seconda parte dell'intervista di Luca Bernini a Morgan verrà pubblicata da Rockol domani, domenica 27 giugno)

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