Credits: Massimo Barsoum / Concessione in uso a Rockol
Brian May ha dato il suo appoggio a una campagna per incentivare lo studio della matematica nelle scuole. Prima del successo con i Queen, il chitarrista studiava fisica all’università e insegnava in una scuola di Brixton. Di quel periodo, racconta: «La cosa più difficile nel lavoro di insegnante è fare in modo che i ragazzi stiano seduti al loro posto. Poi bisogna fare in modo che trovino interessante quello che gli si spiega. Avevo il vantaggio di essere piuttosto giovane, e di parlare più o meno come loro. La matematica ha una cattiva reputazione perché tutti la ritengono noiosa. Ma se fai dei disegni e degli esempi interessanti, non lo è. Per insegnare il calcolo delle probabilità io parlavo delle scommesse sui cavalli, cosa che non credo si verifichi in molte aule. Un giorno ebbi la pessima idea di far ritagliare esagoni e pentagoni di carta colorata. Dopo mezz’ora di lezione si stavano tutti azzuffando, forbici alla mano: alcuni si sono tagliati le orecchie e le mani. Comunque la strada era quella giusta: lo diceva sempre anche mio padre: "Se hai un problema di qualsiasi tipo, fai un disegno". Funziona anche nella meccanica quantistica». Conclusione: «Il bello della matematica è che se la risposta è giusta, sei arrivato in cima. Se riesci a rispondere in qualsiasi modo, hai trovato l’unica risposta possibile per quella domanda: non ci sei solo vicino: sei proprio lì».
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