A due anni di distanza dalla pubblicazione dell'album "Tra l'aratro e la radio", e a pochi mesi dall'uscita nella sale cinematografiche del film "Basilicata coast to coast" (per la regia di Rocco Papaleo), che segna il suo debutto sul grande schermo, Max Gazzé ritorna con un nuovo disco dal titolo "Quindi?": "E' una parola che si usa in più contesti", spiega il cantautore romano, "O la usi con curiosità, per invitare la persona con la quale stai parlando a proseguire, oppure per il motivo opposto, cioè per interrompere e arrivare al punto di una discussione che non ti interessa. Il 'quindi?' crea un momento di attesa ben preciso, è un attimo di stasi e sospensione, come quello che c'è nello scartare un regalo di Natale da parte di un bambino, un momento in cui si genera la contemplazione di qualcosa che sta per accadere". E' così il Gazzé che la stampa si trova davanti negli uffici milanesi della Universal. Un Gazzé profondo, che parla lentamente, che ci tiene a spiegare nei minimi dettagli come la percezione e la creazione della musica e delle canzoni cambia negli anni in base all'esperienza che si acquisisce, salvo poi concludere con il detto zen "Vuoi sapere da dove nascono i fiori? Nemmeno il Dio della primavera lo sa": "Analizzare ogni cosa è un limite, specie se lo si fa con un'attenzione troppo analitica. Non è possibile imparare a sentire un'emozione, figuriamoci se è possibile riuscire ad interpretare una canzone. Con le diverse forme di linguaggio si comunca al di là dell'interpretazione, la musica, per esempio, è un linguaggio che comunica indipendentemente dalla conoscenza stessa che abbiamo di essa. Avete presente i Teletubbies?", racconta Gazzé riferendosi anche ad un brano presente nel suo disco, "Storie crudeli (non c'è ragione per raccontare), "Sono un programma grovernativo della BBC che attraverso i simboli e i colori rappresentano una sentenza: 'diventerete tutti dei robot', e sinceramente penso che non ce ne sia bisogno, specie se queste cose le vede un bambino che non ha gli strumenti per interpretare le cose". Per la realizzazione dell'album, Gazzé si è fatto affiancare come sempr dal fratello Fabrizio e da Gimmi Santucci: "Non sono molto bravo a scrivere, sono più un oratore. Per mettere giù i testi spesso mi trovo a bere un tè con Gimmi, gli racconto quello che penso, ne discutiamo e da lì lui realizza uno scritto e insieme, con la giusta ironia o dolcezza, scriviamo la canzone. 'Impercettibili' per esempio è un brano dedicato a quel momento in cui scopri che qualcosa ti è incomprensibile e cerchi a tutti i costi di capirla. Questo passaggio di traduzione, la ricerca della soluzione, in realtà crea solamente ulteriori problemi e allontanamenti da quel qualcosa che non conosci. Mi piacciono molto anche 'Mentre dormi', una canzone d'amore sublime, una reciprocità del sentimento senza trascendenze, oppure 'Il drago che ti adora', un brano molto fiabesco, piace tanto anche ai miei figli, è una favola che ha una narrazione coinvolgente. Negli ultimi tempi", continua Gazzé, "mentre registro un disco cerco di mantenere spontaneità e imprecisioni, perché al giorno d'oggi trovo ci sia un po' un appiattimento generale dei suoni".
Dopo alcuni appuntamenti promozionali dal vivo, Gazzé partirà per una tournée estiva che proseguirà in autunno, con una serie di concerti in teatro ancora da definire: "Penso che questo sia un disco di contenuti, onesto", conclude, "Sono arrivato ad un punto in cui non scrivo canzoni per dimostrare qualcosa o per fare il figo. Sono come un uccellino su un albero che canta anche se nessuno lo ascolta".