Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol
Tra poche ore (alle 16) si disputerà quello che nel Regno Unito è stato soprannominato (come sempre, senza esagerare) "lo scontro del millennio": Scozia-Inghilterra, match di andata del confronto fratricida che vedrà una sola delle due qualificarsi per i campionati europei di calcio. Non c’è scozzese che si rispetti il cui cuore non palpiti sovreccitato: la cosa vale anche per i cantanti. Rod Stewart, che quando si parla della nazionale scozzese è il più eccitato di tutti, è stato contattato per un pronostico ma ha detto di essere letteralmente pietrificato dall’emozione: «Se ci riesco, parlerò dopo. E comunque, sono due partite, non una. Purtroppo». Di Jim Kerr dei Simple Minds, altro tifoso d’eccezione, nessuna notizia, mentre Stuart Murdoch dei Belle and Sebastian ha detto: «Se i nostri giocatori passassero un po’ meno tempo nei ristoranti italiani e un po’ più di tempo ad allenarsi, avrebbero possibilità un po’ più consistenti di quelle attuali, che sono le stesse di un fiocco di neve all’inferno. Comunque, buona fortuna, ragazzi». Stuart Braithwaite dei Mogwai è più fiducioso: «Gli inglesi ci sottovalutano. Noi siamo una squadra, loro no. Mentre le loro star saranno occupate a pettinarsi, noi vinceremo 3-1». Il boss degli Oasis, Alan McGee della Creation Records, afferma con disprezzo: «L’Inghilterra vincerà, ma agli Europei le prenderà come al solito dalla Francia o qualcun altro. E comunque, io tengo a tutti gli avversari dell’Inghilterra, persino alla Germania. Sono il Manchester United delle nazionali di calcio: stanno sulle palle a tutti». Sul versante inglese, il cantante dei Def Leppard, Joe Elliot, è un po’ smargiasso: «Ce li mangiamo: l’Inghilterra vincerà 3-1. Piuttosto, mi preoccupo per quello che succederà fuori del campo: ci saranno dei casini, come quando i tifosi scozzesi invasero il campo di Wembley negli anni ’70 e tirarono giù le porte». Tranquillo ma molto tecnico Gary Stringer, rocker dei Reef: «Andremo a vincere là in Scozia. E sarà meglio, perché se dovessimo affrontare il match di ritorno con il dovere di vincere, sarebbe un problema: quando l’Inghilterra è costretta a vincere, potete stare sicuri che non lo farà. Certo che, avendo visto il Celtic giocare a Lione qualche sera fa, mi sono convinto che il calcio scozzese è pietoso».
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