Su "Il Giorno", Marco Mangiarotti parla di Amedeo Minghi, che ha presentato nell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano, «con il corpo accademico schierato, "Jerusalem", inedito da una doppia antologia ("Studio collection") e canzone di pace sulla rotta del Giubileo. L’inno che canterà davanti al Papa nel Concerto di Natale, il 17 dicembre (trasmesso da Canale 5 il 24) e poi nella Città Santa. Se sarà possibile, con un tenore (e soprano) ebreo, David D’Eor, e un cantante palestinese. In Cattolica c’era anche Tosca che ha interpretato "Mater Jubilaei", altro inno commissionato da Monsignor Crescenzo Sepe, Segretario Generale del Giubileo del 2000. (...) Dopo "Un uomo venuto da lontano", Minghi canterà quindi "Jerusalem" davanti al Pontefice per il Concerto di Natale. E ci tiene a distinguere questo appuntamento dal concerto di Capodanno con Adriano Celentano su Raiuno. "Il nostro è il classico appuntamento che ogni anno va in mondovisione. E la mia iniziativa di cantare con un ebreo e un palestinese non c’entra nulla con quello che Adriano ha fatto in tv a "Francamente me ne infischio": lui ha preso un algerino e un’ebrea per duettare in "Imagine". Un testo che dice: pensa a un mondo senza religione... La stessa gaffe che aveva fatto Gianni Morandi davanti al Papa».
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