NEWS   |   Italia / 10/10/1999

Bluvertigo a temperatura 'Zero'

Bluvertigo a temperatura 'Zero'
Pesce freddo a volontà: i Bluvertigo presentano il nuovo album in un ristorante giapponese. La presenza di Enrico Ghezzi e Elisabetta Sgarbi sottolinea che tra poco verrà pubblicato da Bompiani "Dissoluzione", "libro metamorfico di versi inediti" curato e voluto dalla Sgarbi con l'introduzione del guru televisivo. Tutto questo per affermare una volta di più che i Bluvertigo sono anche, e sempre, "progetto", più che gruppo musicale. Gruppo ambizioso, che pranza al tavolo dei grandi (Battiato, Alda Merini, Mauro Pagani, il fonico David Richards che c'era quando Bowie incise "Always crashing in the same car" per “Low” e ha voluto esserci per la versione incisa dal gruppo monzese nello studio dei Rolling Stones...). Troppo "progetto" e troppo poco gruppo musicale forse, visto che Morgan chiede ai giornalisti: «Come vi sembra il disco?» e ottiene un silenzio sul quale non è il caso di sorvolare. Dopo un po' si comincia a intuire il problema. Ad esempio quando viene spiegato che il titolo è "Zero" perché il primo album della "trilogia chimica" iniziava con la "A" di "Acidi e basi", il secondo si chiamava con la lettera centrale "M" ("Metallo non metallo", e notare il preziosismo della "O" esattamente nel centro...), e quindi questo doveva iniziare con la "Z" lettera finale dell'alfabeto. Oppure quando Livio, il chitarrista, comincia a parlare del sistema brevettato per i concerti: «Computer sul palco che faranno da fonte sonora, ripresi da telecamere, e nessuna cassa. La gente potrà vedere cosa sta facendo il computer». O ancora, quando per un attimo si pensa che si parlerà di contenuti, di (usiamola, la brutta parola) "messaggi", perché qualcuno ha chiesto conto della frase di Malcolm X campionata in "Versozero". «Sì, dice "Dobbiamo cercare di assumere un comportamento che ci faccia sembrare intelligenti". L'abbiamo scelta dall'archivio de "La voce della storia" perché ci piaceva il suono».
Sono o vogliono sembrare così i Bluvertigo, quindi se alla fine si parla più di forma che di sostanza, probabilmente il tutto fa espressamente parte del "progetto". C'è pochissimo spazio per la vita reale, e viene fuori nel sottotitolo del disco: "Zero, ovvero la famosa nevicata dell'85". «In quella settimana la Lombardia fu soggetta a una memorabile nevicata che bloccò tutte le normali attività, costringendo la gente a fare qualcos'altro. Io avevo 12-13 anni, e fu in quei giorni che realizzai che nella vita avrei fatto questo. Obbligai i ragazzini che abitavano vicino a me a prendere in mano uno strumento e dissi loro: siamo una band. Anche se non sapevano suonare». Parole di Morgan, ovviamente, sempre più leader del gruppo. Mentre Andy il tastierista si fa notare soprattutto per il look (sempre più Depecheggiante), il giovane Castoldi spiega che il disco è ottimista, anzi, «un'ipotesi di ottimismo», risultato di un «taglia e incolla come quello suggerito da David Byrne per il suo "Feelings"». Un disco che si compone di due parti di otto brani ciascuna ("l'otto come giustapposizione di due zeri, simbolo dell'infinito"), composto e inciso in casa senza l'aiuto di nessuno; «e il suono discende dal metodo». Battiato compare in due brani. «Ho fatto di tutto per essere notato da lui, per cui non lo biasimo».
Per quanto riguarda il libro, i fans del gruppo troveranno in "Dissoluzione" «il lavoro letterario svolto da me in questi ultimi anni, poesie in forma di poesia», più un posterone di Morgan Castoldi da Monza, e un inedito su cd intitolato "Canone inVerso". «Un progetto complesso», specifica il cantante. Il tour invece inizia il 18 novembre a S.Vittore di Cesena (Vidia Club, ingresso 27.000 lire), e termina l'11 dicembre a Rimini (Velvet).
Scheda artista Tour&Concerti
Testi