Il "Corriere della Sera" racconta la prima mondiale del disco di Paul McCartney "Working classical" alla Philarmonic Hall di Liverpool. Sia la musica che il Beatle sono stati oggetto di autentiche ovazioni. «Le composizioni sinfoniche e da camera di McCartney vengono eseguite dalla London Simphony Orchestra, diretta dalla bionda Andrea Quinn, e dal Loma Mar Quarter. Si ascolta tutto l'album che esce domani. Con un unico comune denominatore: l'amore per l'adorata moglie Linda, scomparsa 18 mesi fa per un cancro. "Nel '98 in occasione delle cerimonie private in memoria di Linda, mi chiesi: ‘Che cosa le piacerebbe?’. Ascoltare le canzoni che avevo scritto per lei nel corso dei 30 anni vissuti insieme", spiega sir Paul. Un album con 14 brani: 3 nuovi per orchestra; 9 canzoni d'amore del periodo post-Beatles ora reinventate per quartetto d'archi, come "Maybe I'm amazed" (la "hit" del '77 che racconta i primi giorni insieme a Linda alla fine degli anni Sessanta); e 2 brani inediti scritti dopo la morte di Linda, "Haymakers" e "Midwife". (...) Confessa: "L'arrangiamento per archi che mi piace di più è quello di ‘Warm and beautiful’: riesce a catturare i miei sentimenti più profondi per Linda". Infine ricorda: "Con i Beatles degli esordi non consideravamo affatto la musica classica: Lennon diceva che Beethoven era una truffa... proprio come noi. Poi abbiamo scoperto Bach e ci piaceva tantissimo: sentivamo di avere qualche cosa in comune con lui"».
Per amor di precisione: "Maybe I’m amazed" appare su "McCartney", primo album solista del cantante, datato 1970. Sul "Giorno", Andrea Spinelli fa notare il gioco di parole del titolo ("Working classical" richiama "Working class hero" di John Lennon) e approfondisce l’accusa lennoniana a Beethoven, truffatore perché come i Beatles "«produceva brani su brani. Ma noi quattro avevamo un debole per Bach e Monteverdi. Soprattutto l’italiano perché conosceva poche armonie, pochi accordi, ma scriveva tutto in maniera molto semplice e diretta».
Per amor di precisione: "Maybe I’m amazed" appare su "McCartney", primo album solista del cantante, datato 1970. Sul "Giorno", Andrea Spinelli fa notare il gioco di parole del titolo ("Working classical" richiama "Working class hero" di John Lennon) e approfondisce l’accusa lennoniana a Beethoven, truffatore perché come i Beatles "«produceva brani su brani. Ma noi quattro avevamo un debole per Bach e Monteverdi. Soprattutto l’italiano perché conosceva poche armonie, pochi accordi, ma scriveva tutto in maniera molto semplice e diretta».
Schede:
Tags:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale