Finalmente si parla un po’ di Adriano Celentano. Il ragazzo della via Gluck tracima in un articolo del "Corriere della Sera" dedicato a Goran Bregovic (di cui ci occupiamo a parte), e occupa un’intera pagina su "La Repubblica". Il dettagliatissimo reportage di Enrico Bonerandi descrive «Emir Kusturica che prova con la sua band un "24 mila baci" cantato da Paolo Rossi in stile gitano. Rossi si aggira un po' smarrito, torna a lavorare dopo una lunga pausa. "Che farò? Il trapezista senza rete. Dovrei essere il traduttore di Kusturica dal serbo-croato, ma io quella lingua mica la parlo. Cioè sì che la parlo, ma contemporaneamente ad altre cinque". Arriva Jovanotti, il cappellino da baseball che gli nasconde tutta la faccia tranne il pizzetto. Baci con Celentano, e si inizia la prova. (...) Si sistemano sulle sedie, iniziano a parlare e poi a cantare a duetto una vecchia canzone di Celentano, "Il tempo se ne va", mentre ogni tanto Adriano tira fuori la bottiglia e inchioda Jovanotti con in mano il bicchiere. Il giovane conosce a memoria le parole, il vecchio no ed è costretto a seguirle sul gobbo, anzi su due gobbi, uno elettronico e l'altro manuale. "Tu sì che sei un professionista", si complimenta Adriano: "Però la canzone falla più mossa, che viene meglio". (...) Adesso però tocca a Celentano duettare su una canzone di Jovanotti, "Per te". "Non la so - confessa - Com'è, ninna nanna ninnaeee? Cantamela un po'...". (...) Per la prima puntata di "Francamente me ne infischio", teneva moltissimo alla scena con Ligabue, che venne provata fino allo sfinimento. Martedì lo stesso trattamento è stato riservato a Piero Pelù. Dopo il duetto con Jovanotti, ci sarà uno dei filmati-choc che Celentano monta direttamente nello studio a casa sua, e di cui nessuno sa con certezza il contenuto né se vorrà mandarli in onda».
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