Credits: Alessandro Pallone / Concessione in uso a Rockol
Il "Corriere della Sera" dedica un articolo alla Davide Van De Sfroos Band, che cantando in dialetto comasco ha venduto 20.000 copie dell’album "Brèva & Tivan". «E la tournée estiva ha raccolto in 40 concerti ben 65 mila spettatori; ora che il gruppo può contare su un distributore nazionale, comincia a farsi notare anche in Friuli, Piemonte, Emilia Romagna e addirittura in Sardegna. Tanto da essere stato invitato a esibirsi sul palco dell'Ariston di Sanremo per il Premio Tenco il 21 ottobre. "Spero di essere all'altezza dell'onore che mi è stato concesso", commenta Davide Bernasconi, che sente in arrivo quella popolarità nazionale già arrisa a gruppi che usano il vernacolo, come i napoletani Almamegretta, i sardi Tazenda e i veneziani Pitura Freska. "Ho scelto il nome Van De Sfroos, che indica quelli che fanno contrabbando, per dire che siamo un gruppo di frontiera. (...) Ascolto di tutto: jazz, country, hard rock... Sono a digiuno soltanto di techno. I miei preferiti? Fabrizio De André e Tom Waits, ma anche i Sepultura, gli Ac/Dc, i Pearl Jam". Prima di dedicarsi completamente alla musica nel '90, il trentaquattrenne Bernasconi ha fatto persino lo scaricatore di camion per sbarcare il lunario. Per la Davide Van De Sfroos Band all'orizzonte ci sono molti nuovi impegni: un mini-cd in uscita per Natale (una trilogia biblica in dialetto), un tour invernale che dovrebbe portare il gruppo per la prima volta in teatro a Milano e un invito al "Costanzo Show"».
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