Capita ogni tanto, per fortuna: si presenzia a uno showcase un po’ per dovere e un po’ per amicizia con l’ufficio stampa della casa discografica, ci si va quasi controvoglia e con l’idea di venirsene via subito, e - raramente, appunto, ma capita - ci si trova davanti a un personaggio di talento. Laura Smiraglia, rockeuse lombarda, ci ha sorpresi e incuriositi, divertiti e interessati: presentava lunedì sera, 31 maggio, il suo primo album “Fumo” al Binario Zero di Milano, e ha dimostrato in pochi minuti di avere stoffa e grinta. Ben coadiuvata da una band tosta e compatta, Laura - faccetta buffa e simpatica, espressione intensa, occhi penetranti, naso “importante” e pieno di personalità, fisico minuto e scattante - scrive e canta il rock, con testi in italiano, e suona la chitarra: niente di rivoluzionario, niente di bizzarro o sperimentale, solo un robusto muro di suono e una voce che convince senza strillare e senza cercare l’effetto. “Alziamoci”, “Lui è così”, “Rotolando” - brani tratti dal suo album d’esordio - hanno un bel groove e un impatto immediato; lei sa stare in scena, occupa il centro del palco con disinvoltura, e ci ha dato la sensazione di avere i numeri per farsi strada. Complimenti.
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