I dischi più attesi di quest’autunno (per niente noioso)

Dai Greta Van Fleet ai Fontaines DC, passando per l'incognita Springsteen: prendete nota.
I dischi più attesi di quest’autunno (per niente noioso)
Credits: Elena Di Vincenzo / Concessione in uso a Rockol

Tranquilli, la stagione dei tormentoni - ammesso che ce ne sia stato davvero qualcuno, quest’anno - sta per essere archiviata. Ancora qualche giorno e poi la macchina dell’industria discografica tornerà a mettersi in moto e a sfornare nuovi progetti discografici. L’autunno 2026 presenta un calendario discografico che sembra fatto apposta per smentire chi considera settembre, ottobre e novembre mesi di passaggio in attesa dei bilanci di fine anno. Ci sono ritorni pesanti, carriere che prendono nuove direzioni, icone che non hanno nessuna intenzione di lasciare il palco e qualche punto interrogativo ancora da sciogliere (citofonare Bruce Springsteen, i cui fan aspettano da tempo di conoscere la data d’uscita dell’album solista previsto entro la fine dell’anno). Insomma, parecchi motivi per tenere le cuffie a portata di mano. Eccone alcuni. 

Beck - "Ride lonesome" (18 settembre)

Se c’è un artista da cui è inutile aspettarsi un disco facilmente prevedibile, è proprio lui: pop, elettronica, rock, folk e sperimentazione sono da sempre materiali da mescolare senza troppi riguardi. Il nuovo album, che segue di addirittura sette anni "Hyperspace", quello della svolta synth-pop e new wave che spiazzò i fan, arriva così con una domanda inevitabile: quale Beck ascolteremo questa volta? E, soprattutto, quanto sarà diverso da quello che pensavamo di conoscere? Le anticipazioni parlano di un disco orchestrale figlio dell'esperienza dei due concerti dell'aprile 2025 alla Royal Albert Hall insieme alla BBC Concert Orchestra.

Miley Cyrus - "Bass persuades" (18 settembre)

Miley cambia casa (discografica). Terminato il contratto con Columbia dopo "Something beautiful", disco che non aveva lasicato il segno nelle classifiche, l'ex stellina Disney torna con "Bass persuades", che inaugura una nuova fase della sua carriera. Entrata nel roster di Warner, Cyrus - che in questi anni ha attraversato rock, country e ballad con una disinvoltura quasi programmatica - sembra intenzionata a giocare ancora una volta con la propria identità musicale. Guardando al pop della maestra Lady Gaga, come anticipato dall'omonimo singolo che ha anticipato il progetto.

Neil Young & The Chrome Hearts - "Second song" (18 settembre)

Tre uscite nello stesso giorno e, per non farsi mancare niente, c’è anche Neil Young con i Chrome Hearts. "Second song" arriva nel solco di una produzione che sembra non conoscere pensionamento, pause strategiche o cali di entusiasmo. Young continua a fare quello che gli riesce meglio: prendere il rock, sporcarlo, piegarlo alle proprie esigenze e andare avanti. A 80 anni, del resto, la parola “instancabile” sembra quasi riduttiva.

Soft Cell - "Danceteria" (25 settembre)

Marc Almond riporta in scena i Soft Cell facendo un regalo ai fan del gruppo icona dergli Anni '80 e ai cultori di quella decade. Lo fa con "Danceteria", titolo che sembra già contenere una dichiarazione d’intenti (è un omaggio alla famosa discoteca di New York e alla scena underground degli anni Ottanta, già omaggiata da Madonna nell'omonimo brano di "Confessions II"). Il duo non ha bisogno di dimostrare di appartenere alla storia del synth-pop: quella storia l’ha scritta in prima persona. Il disco chiude la carriera dei Soft Cell, dopo la scomparsa, avvenuta lo scorso anno, dell'altra metà del duo, David Ball.

Greta Van Fleet - "Palace for the people" (9 ottobre)

Ottobre parte con il ritorno dei Greta Van Fleet e il loro "Palace for the people". La band americana si è fatta conoscere soprattutto per il rapporto strettissimo con il grande rock classico, ma proprio per questo ogni nuovo album diventa un test: continuare a guardare nello specchietto retrovisore o provare finalmente a spalancare una porta sul presente? Il nuovo disco potrebbe essere l’occasione per capire quanto lontano vogliano spingersi.

Fontaines D.C. - "Dopamine chamber" (16 ottobre)

Per contro, i Fontaines D.C. sono tra le band che in questi anni hanno maggiormente svecchiato il rock, trasformando il post-punk in qualcosa di molto più grande del genere da cui provenivano. Con "Dopamine chamber" il gruppo irlandese affronta il problema tipico delle band arrivate a questo punto: dopo aver conquistato pubblico e critica, dove si può andare? La risposta potrebbe essere il disco più ambizioso della loro carriera, o almeno quello che farà discutere di più.

Queens of the Stone Age - "Perfecth" (30 ottobre)

Da due band simbolo della nuova scena a una formazione iconica come i Queens of the Stone Age. Josh Homme e soci tornano con "Perfecth" e qui le aspettative sono quelle che accompagnano una band che, quando decide di accendere gli amplificatori, difficilmente passa inosservata. I QOTSA hanno sempre saputo muoversi tra riff pesanti, psichedelia, groove e stranezze assortite senza smarrire il senso della canzone. Per gli amanti delle chitarre, "Perfecth", che arriva a tre anni di distanza dal precedente "In Times New Roman...", è uno degli appuntamenti da cerchiare in rosso.

Jake Bugg - "Alamo" (13 novembre)

Era il 2012 quando Jake Bugg fu investito, di colpo, del difficile compito di riportare il cantautorato rock in testa alle classifiche. E per un istante il cantautore inglese che i media, all'epoca, paragonarono a Bob Dylan per via di quella voce nasale e quella scrittura enigmatica e cripitica, sembrò pure riuscirci: l'eponimo album d'esordio spodestò la vincitrice di X Factor Leona Lewis dalla vetta della classifica britannica. Poi però le aspettative e le pressioni hanno finito per travolgere Bugg, che ha cominciato a sviluppare una certa insofferenza per le etichette troppo strette. Spaziando dal folk al rock, negli anni Bugg ha costruito negli anni una carriera fatta di continui aggiustamenti di rotta. Questo "Alamo" arriva con la curiosità di capire quale sarà la prossima fermata.

Springsteen e le altre incognite

E poi ci sono le incognite da risolvere. Il calendario, infatti, potrebbe essere ancora più affollato di quanto sembri. Bruce Springsteen ha detto di avere pronto un album solista: niente E Street Band, dunque, ma un disco personale che potrebbe arrivare da un momento all’altro. Anche Michael Stipe ha un album solista in mano e lo ha già fatto assaggiare con "The rest of ever" e "Hum desiderata": per l’ex frontman degli R.E.M. sarebbe un nuovo capitolo importante dopo anni trascorsi lontano dal formato album. E poi c’è Post Malone, che ha già giocato a carte scoperte almeno sul titolo e sulle dimensioni del progetto: "The eternal buzz" dovrebbe essere un doppio album, con venti brani per ciascun disco. Quaranta canzoni in tutto. Manca soltanto la data. Dettaglio non proprio secondario, ma sufficiente per tenere alta l’attenzione.

Tra gli italiani, Dalla e Cremonini

Anche nel nostro Paese non ci sarà da annoiarsi. Il 18 settembre arriverà "Sono Lucio", raccolta che ripercorre la carriera e la discografia di Lucio Dalla, mentre nella stessa giornata Malika Ayane pubblicherà "Cicale," il nuovo album anticipato dalla sua partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo con "Animali notturni". Il 25 settembre sarà la volta di Biagio Antonacci con "Mustang", mentre è atteso anche il nuovo lavoro di Sfera Ebbasta, uno dei ritorni più importanti per il pop e il rap italiano. Il 9 ottobre toccherà a Mina con "Dilettevoli inedite eccedenze", raccolta di inediti che comprenderà anche una sua versione di "Vento di passione" di Pino Daniele. E il 23 ottobre arriverà "Amateur", il nuovo album di Cesare Cremonini, che segnerà una svolta rispetto alle sue recenti produzioni, dopo la "scoperta" del sax. No, non ci si annoierà affatto. 

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