Sanremo 2010: dalla sala stampa, si chiude

Sanremo 2010: dalla sala stampa, si chiude

Siccome, come abbiamo già scritto, la vittoria ha sempre molti padri (le sconfitte sono sempre orfane), all'ultima conferenza stampa ufficiale del 60mo Festival di Sanremo sono tutti presenti, dalla conduttrice a Maurizio Costanzo, dalla dirigenza RAI ai responsabili delle giurie demoscopiche, e a seguire tutti gli altri, compresi quelli che hanno indubitabilmente perduto (Giorgio Giuffra, presidente di Sanremo Promotion: Sanremolab ha portato a casa quest'anno il peggior risultato della sua storia recente, eppure Gianmarco Mazzi riesce a segnalare con entusiasmo una posizione nel Music Control di Romeus – guarda caso, un artista della Sugar).

I toni e l'atmosfera sono di grande soddisfazione: del resto, il successo televisivo non si misura in qualità ma in quantità, e se momenti al limite del pornografico (parlo di gusto e di decenza, non di sesso) come le esibizioni dei bambini cantanti portano ascolti, ovvio che questa gente continuerà ad utilizzarli.

Ringraziamenti e pacche sulle spalle si sprecano, in quest'atmosfera di volemose bene. A Paolo Biamonte dell'ANSA invece non viene da ringraziare nessuno: e la sua domanda punta a verificare alcune conseguenze del televoto. Mazzi si dice contrario al televoto, e ci spiega il perché e il percome: senza spiegare come mai ci ha costruito sopra un Festival, anzi rivendicando di averne temperato l'influenza sui risultati complessivi introducendo il correttivo del voto dell'orchestra.

Si segnalano malfunzionamenti del televoto via sms, verificati personalmente dalla sala stampa: il funzionario di RAI Uno nega l'evidenza della testimonianza. Un bel modo di fare. Già applicato, del resto, in occasione della mancata esibizione di Jessica Brando a causa dei ritardi della scaletta.

Eddy Anselmi della Panini interviene con un discorso tecnico sulle votazioni delle giurie: Nando Pagnoncelli apprezza l'intervento, e, in sostanza, conferma la critica ma ci informa che lui fa quello che gli viene chiesto dalla committenza RAI.

 

Gianmarco Mazzi stempera una sua affermazione di ieri rispetto a un eventuale suo prossimo impegno professionale sul Festival 2011, e coglie l'occasione per scusarsi pubblicamente con una discografica con la quale ha litigato due giorni fa. Un bel momento di coerenza.

Il funzionario RAI rivela che i più televotati sono stati i tre vincitori e Povia, ma si rifiuta di fornire cifre e dati.

Si chiude con la domanda di Andrea Spinelli, che si interroga su chi, in futuro, degli artisti italiani affermati accetterà di partecipare a un Festival che si sta avviando ad essere terreno di conquista dei concorrenti (cantanti e no) dotati di un patrimonio di notorietà televisiva. Gianmarco Mazzi blandisce i giornalisti (“sarete voi ad aver cura di alcuni artisti giovani”), e così coglie l'occasione per un altro spot promozionale pro-Sugar; che si espande in un Carosello vero e proprio, quando la titolare dell'etichetta – pur conoscendone già la risposta – irritualmente chiede di poter porgere una domanda e ancor più irritualmente ottiene soddisfazione.

Mentre non ottiene soddisfazione chi chiede numeri, cifre, posizioni di classifica finale: “non ci sembra carino”, spiega il funzionario RAI, come se qui fossimo a prendere un tè fra vecchie signore.

 

Personalmente, quel che mi porto via da questa edizione del Festival è una malinconica amarezza. Se nei prossimi giorni troverò il tempo e l'occasione, ve ne farò partecipi. Altrimenti, non vi sarete persi granché.

(fz)

 

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