Il quarto album dei Negrita, nei negozi da oggi, si intitola “Reset” ed è stato inciso negli studi che il quintetto si è costruito alle porte di Arezzo. Racconta Pau, voce e leader della band: «Il fatto di avere registrato “Reset” in un posto finalmente davvero nostro ci ha aiutato a sentirci a nostro agio. Problemi? Ne abbiamo avuti, perché - specie dal punto di vista tecnico - non tutto, nello studio, ha funzionato subito come avrebbe dovuto. Però siamo soddisfatti del risultato». Aggiunge Cesare (chitarra ritmica): «Siamo contenti: siamo riusciti a fare quello che volevamo. Tenevamo molto anche a comporre la colonna sonora di “Così è la vita”, di Aldo, Giovanni e Giacomo: l’abbiamo realizzata come avevamo in mente, e ci piace».
Della musica del film, che non sarà pubblicata su disco in versione integrale, è possibile ascoltare due brani anche in “Reset”. Si tratta di “Mamamaè”, pezzo intenso e potente che apre il disco, e della versione strumentale della ballad “Hollywood”. Per il resto, in questo album si coglie la volontà del gruppo di staccarsi dal rock’n’roll “puro” degli esordi, per muoversi verso un suono fluido, più attento alle influenze dell’ R&B e delle contaminazioni elettroniche in genere, «senza limiti», come spiega Drigo (chitarra solista): «Basta ascoltare “Negativo” o “Fragile” per capirlo. In realtà, comunque, l’intero album è la testimonianza del nostro cammino fin qui. Il rock è musica di contestazione: noi non lo rinneghiamo, ma non possiamo pensare di fare i rivoluzionari a vita. Se continuassimo così, a quarant’anni saremmo ridicoli».
Della musica del film, che non sarà pubblicata su disco in versione integrale, è possibile ascoltare due brani anche in “Reset”. Si tratta di “Mamamaè”, pezzo intenso e potente che apre il disco, e della versione strumentale della ballad “Hollywood”. Per il resto, in questo album si coglie la volontà del gruppo di staccarsi dal rock’n’roll “puro” degli esordi, per muoversi verso un suono fluido, più attento alle influenze dell’ R&B e delle contaminazioni elettroniche in genere, «senza limiti», come spiega Drigo (chitarra solista): «Basta ascoltare “Negativo” o “Fragile” per capirlo. In realtà, comunque, l’intero album è la testimonianza del nostro cammino fin qui. Il rock è musica di contestazione: noi non lo rinneghiamo, ma non possiamo pensare di fare i rivoluzionari a vita. Se continuassimo così, a quarant’anni saremmo ridicoli».
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