Nomadi, Danilo Sacco chiarisce: 'Ecco come stanno le cose'

Nomadi, Danilo Sacco chiarisce: 'Ecco come stanno le cose'
Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera di Danilo Sacco circa le sue ultime dichiarazioni riguardanti il suo rapporto con i Nomadi, del quale Rockol ha riferito nel corso della scorsa settimana. Buona lettura!

"Il bailamme scatenato da alcune mie dichiarazioni sta diventando una querelle tragicomica che rischia di sfociare nel ridicolo ...
Per ovviare a tutto questo vi invio queste righe dalle quali capirete quanto il quadro della situazione sia estremamente cristallino.
So che qualcuno si è sentito offeso e questo mi dispiace giacché non era assolutamente mia intenzione scatenare il risentimento di nessuno.
Tutto ciò che è stato scritto, qualora qualcuno non lo ritenesse chiaro, è da imputare a me e a me soltanto, che forse non ho espresso i miei pensieri con sufficiente precisione.
Un tempo qualcuno disse che se ripeti per cento volte una menzogna questa finisce per diventare verità. E’ un pericolo che corriamo ogni giorno e dobbiamo imparare per il bene stesso della nostra massificate società a discriminare ciò che è giusto e vero da cosa non lo è! Li HSIAO LONG (magari lo conoscete con un altro nome ma a me piace usare il suo vero nome cinese... ) diceva sempre: “CREDETE ALLA META’ DI QUELLO CHE VEDETE ED A NULLA DI QUELLO CHE SENTITE” !!
Non ho mai dichiarato a persona e/o organi di informazione di stampa, radio, televisione oppure a maghi, veggenti e cartomanti che io avrei lasciato i NOMADI dopo il mio “infortunio”! Questa notizia è più fantasiosa della possibilità della FUSIONE FREDDA nei prossimi dieci anni!
Ma andiamo con ordine.
Quando i miei compagni mi annunciarono l’intenzione di ripartire senza di me, annuncio che mi venne fatto con chiarezza e correttezza, mi dissero cosa ne pensavo!
Dentro di me c’era una tempesta di emozioni ed un conflitto difficile da placare!
Non potevo certo fare i salti di gioia; a chi piace stare in panchina quando gli altri sgobbano? Fu però un momento che durò solo pochi minuti in quanto il mio mai sopito essere molto cartesiano prese giustamente il sopravvento. Messa da parte l’emotività (ero stato dimesso da poco dall’ospedale ed il mio morale non era proprio quello di uno in procinto di partire per THAITI con la divina ISABELLA ROSELLINI) capii che il mio ruolo era quello di sostenere i miei compagni.
Non avevano certo bisogno in quel momento di uno che si mettesse a fare i capricci e dissi che SI, appoggiavo pienamente la loro decisione!
Inutile dire che in realtà dentro di me mi sentivo malissimo. Sono sempre stato in prima linea e non mi sono mai tirato indietro... anzi, le difficoltà mi hanno sempre attratto e soprattutto, dopo quasi diciassette anni di Nomadi (mica sei mesi) temprato! Ma dovevo pensare in modo PRAGMATICO! Si dice che i NOMADI siano una famiglia, una grande famiglia allargata. Va bene. Alzi la mano chi di voi all’interno della propria famiglia non ha MAI avuto uno screzio, un confronto, un litigio.
E’ proprio questo il punto.
All’interno di una famiglia il confronto deve essere costruttivo, anche feroce se necessario ma tutto questo serve a fare in modo che la famiglia stessa sia sempre più forte e cosciente. Tutti devono essere giudicati da pari, non da superiori od inferiori.
Avere paura di esprimere le proprie opinioni e la propria umanità, trasforma la famiglia in una dittatura.
E’ per quello che i NOMADI spesso hanno pagato per ciò che hanno detto e forse continuano a pagare ancora oggi!
Ma torniamo a Bomba.
I NOMADI non sono solo una famiglia ma anche un’azienda. Tutto questo mi sembra chiaro e normale. Come tutte le aziende che lavorano in un ambiente difficile e pieno di squali, come quello dello spettacolo, deve fare attenzione a come si muove, deve cioè muoversi con dignità ed onestà, rispetto e coerenza e deve altresì rispettare gli impegni lavorativi presi.
Come in tutte le aziende, anche nei NOMADI, ci sono UN CAPO, dei quadri e dei dipendenti. Tutti devono lavorare armonicamente per fare in modo che alla fine del mese la busta paga arrivi alla propria famiglia. Tutti devono lavorare di converso per fare in modo che la gente che paga il biglietto esca dal concerto più felice di quando è entrata.
Questo fa del nostro lavoro, il lavoro più bello del mondo.
E ora tocca a me.
Ho l’onore di fare parte di una famiglia! Ho l’onere di fare altresì parte di una azienda!
Devo fedeltà ad entrambi.
Ma non ho paura di dire ciò che sono o ciò che penso.
Ribadisco nuovamente che non ho MAI dichiarato di volere lasciare i NOMADI. Il mio discorso è molto più realista.
Semplicemente non posso più fare la vita che facevo prima.
Beh, se non altro ho smesso di fumar (grande vittoria) ed ho riscoperto il piacere e le delizie della coltivazione degli ortaggi. Durante la mia sosta forzata mi sono scoperto un ottimo cuoco (ma lo sospettavo) e sono diventato un autentico esperto di galline. Ma non posso pretendere che un’intera azienda (ed una famiglia) rispetti i ritmi con cui parlo alle carote e ai cavoli. Non è realistico. Non è giusto.
I Nomadi mi hanno dato tanto.
Io ho dato tanto ai NOMADI.
Il futuro è nelle mani di DIO.
Se i NOMADI riterranno che il mio impegno, nonostante alcune limitazioni, sarà per loro sufficiente, sarà un onore continuare insieme un proficuo cammino. Se riterranno che quest’uomo non può più reggere certi ritmi oppure accampa troppe pretese... ... allora i miei compagni hanno tutto il diritto di proseguire anche senza di me.
I NOMADI sono un enorme movimento di idee, forte e importante.
DANILO SACCO è solo un cantante. Le esigenze dei molti, contano più delle esigenze dei pochi, o di uno!
Grazie!
Danilo Sacco"

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