Su "La Stampa" Alain Elkann intervista la cantautrice siciliana; titolo: "Consoli: donna-vulcano con i tacchi a spillo". Eccone alcuni brani:
Si definirebbe una cantante rap?
Le piace cantare in pubblico?
«Da morire, è uno sfogo. Quasi un atto sessuale. Io canto con l'utero. Soprattutto quest'anno che sono mediamente isterica, non solo canto con l'utero ma ragiono con l'utero. In poche parole dipende come mi gira».
Anche suo padre è musicista?
«Sì lo è, ma per vivere fa l'impiegato a Catania alla Butangas».
Lei è vanitosa?
«Molto. Ci tengo a essere elegante per rispetto a chi incontro e poi anche per me stessa».
Adesso vanno di moda donne tizianesche, lei come si sente?
«Io sono formosa, quindi mi trovo a mio agio perché sono una ''Femmina'' con i fianchi in regola».
«Un po' sì, perché il mio lavoro è sempre un'incognita. Finora però mi faccio guidare dalla passione e dai fatti. Penso sempre: tanto ho seminato e tanto raccolgo. Forse raccolgo di più di quanto ho seminato perché sono fortunata. Il lavoro ricompensa, basta lavorare e sacrificarsi».
E lei come si sacrifica?
«Ho messo da parte tutta la vita privata per il lavoro. Quando dovrei riposarmi scrivo i pezzi nuovi poi vado in studio, registro, poi comincia la promozione, il tour e ricomincio a scrivere pezzi nuovi».
Quanto tempo ci vuole per scrivere una canzone?
«Da due minuti a due mesi, dipende. L'istinto iniziale è sempre quello giusto».
Cosa le interessa oltre la musica?
«Leggere romanzi o poesie. Sto leggendo Gabriel García Márquez ''L'amore al tempo del colera'' e poi vorrei leggere il meglio di James Joyce in inglese. Vado in palestra se riesco ogni giorno, ma quando sono in giro non ho tempo. Poi mi piace cucinare. E adoro invitare la gente a cena, ho una passione incredibile».
Andrà a Sanremo?
«No, perché non ho il pezzo pronto».
E chi sono i cantanti che preferisce? «Battiato, Puertorico, P.J. Harvey oppure Aretha Franklin, ce ne sono migliaia».
Lei s'interessa alla politica? «No, m'interessa solo ''la politica interna relativa al contesto familiare''. In casa mia abbiamo una bella politica che se fosse attuata in uno Stato sarebbe vincente».
«Mi piacerebbe essere una cantante rap perché i rappers hanno un senso del tempo e della ritmica che io non ho. Io sono una cantante ''mediosiculofolkblues'' con qualche contaminazione partenopea».
Le piace cantare in pubblico?
«Da morire, è uno sfogo. Quasi un atto sessuale. Io canto con l'utero. Soprattutto quest'anno che sono mediamente isterica, non solo canto con l'utero ma ragiono con l'utero. In poche parole dipende come mi gira».
Anche suo padre è musicista?
«Sì lo è, ma per vivere fa l'impiegato a Catania alla Butangas».
Lei è vanitosa?
«Molto. Ci tengo a essere elegante per rispetto a chi incontro e poi anche per me stessa».
Adesso vanno di moda donne tizianesche, lei come si sente?
«Io sono formosa, quindi mi trovo a mio agio perché sono una ''Femmina'' con i fianchi in regola».
Lei non teme, come la maggior parte dei giovani, la disoccupazione.
«Un po' sì, perché il mio lavoro è sempre un'incognita. Finora però mi faccio guidare dalla passione e dai fatti. Penso sempre: tanto ho seminato e tanto raccolgo. Forse raccolgo di più di quanto ho seminato perché sono fortunata. Il lavoro ricompensa, basta lavorare e sacrificarsi».
E lei come si sacrifica?
«Ho messo da parte tutta la vita privata per il lavoro. Quando dovrei riposarmi scrivo i pezzi nuovi poi vado in studio, registro, poi comincia la promozione, il tour e ricomincio a scrivere pezzi nuovi».
Quanto tempo ci vuole per scrivere una canzone?
«Da due minuti a due mesi, dipende. L'istinto iniziale è sempre quello giusto».
Cosa le interessa oltre la musica?
«Leggere romanzi o poesie. Sto leggendo Gabriel García Márquez ''L'amore al tempo del colera'' e poi vorrei leggere il meglio di James Joyce in inglese. Vado in palestra se riesco ogni giorno, ma quando sono in giro non ho tempo. Poi mi piace cucinare. E adoro invitare la gente a cena, ho una passione incredibile».
Andrà a Sanremo?
«No, perché non ho il pezzo pronto».
E chi sono i cantanti che preferisce? «Battiato, Puertorico, P.J. Harvey oppure Aretha Franklin, ce ne sono migliaia».
Lei s'interessa alla politica? «No, m'interessa solo ''la politica interna relativa al contesto familiare''. In casa mia abbiamo una bella politica che se fosse attuata in uno Stato sarebbe vincente».
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