Biografia

Kristian Matsson, alias The tallest man on earth, nasce il 30 aprile 1983 a Dalarna, in Svezia. Della sua infanzia e adolescenza si conosce ben poco: i primi passi noti mossi nel campo della musica risalgono al 2006, quando con la band Montezuma, Kristian pubblica un album omonimo che permette al ventiquattrenne svedese di farsi le ossa sul palco. Parallelamente all’esperienza con i Montezuma, Matsson sviluppa una sua personale poetica, esercitandosi per conto proprio con la chitarra (nel fingerpicking) e nel songwriting. Nascono così i primi cinque pezzi a nome The Tallest Man On Earth inclusi nell’ep omonimo di debutto targato Gravitation. L’ep ottiene un ottimo riscontro di critica, i cinque pezzi sono chiaramente debitori al folk di matrice dylaniana, nume tutelare dichiarato di Matsson fin dagli esordi. L’ottima pronuncia inglese, i testi ispirati accompagnati solamente dalla chitarra sono gli elementi che costituiscono la spina dorsale del progetto di Kristian, la sua poetica. Passano due anni e arriva il primo album, pubblicato sempre per la Gravitation. SHALLOW GRAVE è il viatico che consente a Matsson di raggiungere gli Stati Uniti, la principale fonte d’ispirazione per il sound del cantautore svedese. Negli Stati Uniti il successo delle prime date porta il lavoro di Kristian all’attenzione del booking agent di Bon Iver, il quale coglie immediatamente l’occasione e recluta Matsson per un tour a supporto dello stesso. Il periodo trascorso negli Stati Uniti e l’esperienza maturata a fianco di Bon Iver (e di altri artisti come Will Sheff degli Okkervil River) sono il seme da cui nasce il nuovo album di Matsson pubblicato nel 2010 per la Dead Oceans.
THE WILD HUNT prosegue il discorso iniziato con “The shallow grave” con altri dieci pezzi principalmente per sola voce e chitarra dove però trovano spazio anche un pianoforte e un banjo (le prime due “concessioni” al sound ortodosso di Matsson). Il disco consacra The Tallest Man On Earth come menestrello folk di caratura internazionale, permettendo al nome del cantautore svedese di uscire dalla cerchia degli appassionati di genere per guadagnarsi palchi più importanti calcati come main act e non più come spalla. A “sostenere” Matsson nel songwriting ci sono ancora Bob Dylan, questa volta citato esplicitamente in “King of Spain”, Nick Drake, Neil Young, Elvis Costello e Johnny Cash (in tono minore).
Il disco è poi seguito a distanza di pochi mesi dall’ep SOMETIMES THE BLUES IS JUST A PASSING BIRD, altri cinque pezzi in puro stile Matsson, dove per la prima volta il ventisettenne svedese si cimenta con la chitarra elettrica in “The dreamer”. Passano solamente due anni ed ecco uscire un nuovo album, il terzo in casa Matsson: THERE’S NO LEAVING NOW vede la luce a giugno del 2012. Prodotto dallo stesso Matsson, conta dieci pezzi esattamente come i predecessori, e, confermando il songwriting fin qui apprezzato, si fa notare per la varietà degli arrangiamenti. Alla ormai tradizionale chitarra infatti, si aggiungono finalmente un modo consistente pianoforte e chitarre elettriche, protagonisti di svariati pezzi. (23 giu 2012)