Biografia

Mick Ralphs (chitarra, voce), Verden Allen (organo), Overend Pete Watts (basso), e Dale "Buffin" Griffin (batteria) fondano i Silence nel 1968 a Hereford, Inghilterra. Nel 1969, dopo che alla formazione si è aggiunto il cantante Stan Tippens, la band ottiene un contratto discografico con la Island. Il produttore Guy Stevens cambia il nome della band in Mott the Hoople (da un racconto di Willard Manus) e sostituisce Tippens con Ian Hunter. Nato a Shrewsbury, cresciuto in giro per l’Inghilterra per via del lavoro del padre (agente dell’MI5, il servizio segreto britannico), Ian Hunter entra da adolescente nei Silence, un gruppo il cui unico album non ha alcun successo. Nel 1968 inizia a suonare il basso con Freddie “Fingers” Lee, e compie un tour in Germania, prima di essere chiamato a far parte dei Mott the Hoople.
Il debutto discografico della band – MOTT THE HOOPLE -, esce nel 1969: la musica fonde rock duro e ballate elettriche in stile dylaniano. Il disco ottiene buone recensioni ma non vende, come pure i successivi MAD SHADOWS (1970) e WILDLIFE (1971), però il gruppo si è intanto guadagnato un seguito di fedelissimi estimatori. Quando anche il quarto album, BRAIN CAPERS (1971) manca di ottenere riscontri commerciali, il gruppo si prepara all’inevitabile scioglimento.
A questo punto interviene David Bowie, star emergente della scena britannica grazie al clamoroso successo di “The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”, che accetta di produrre il nuovo album dei Mott the Hoople e propone loro di registrare la sua “Suffragette City”. Il gruppo rifiuta, chiedendo invece di poter incidere “Drive-in saturday”; che però Bowie intende includere nel suo prossimo album “Aladdin Sane”. Si trova l’accordo sull’allora inedita “All the young dudes”: una composizione bowiana in perfetta corrispondenza con l’epoca (un esplicito inno gay cantato da un eterosessuale) che va a intitolare l’album ALL THE YOUNG DUDES (1972) e ottiene un enorme successo, diventando una delle canzoni-simbolo del glam rock. Anche l’album entra nelle classifiche (fra gli altri brani contiene una cover di “Sweet Jane” di Lou Reed). Allen lascia il gruppo, insoddisfatto dello scarso spazio compositivo che gli è consentito da Hunter; i Mott the Hoople realizzano MOTT (1973), sorta di concept album sul tema della ricerca del successo (il disco propone brani epocali quali “All the way from Memphis”, “Honaloochie Boogie” e “I wish I was your mother”). Ma la tensione nel gruppo, del quale Hunter è sempre più il leader, sta montando: anche Ralphs esce dalla formazione (e fonda i Bad Company con Paul Rodgers), rimpiazzato da Luther Grosvenor – già negli Spooky Tooth – che per l’occasione assume lo pseudonimo di Ariel Bender; e nei Mott the Hoople entra anche il tastierista Morgan Fisher. La nuova formazione va subito in tour (documentato dall’album MOTT THE HOOPLE LIVE, 1974). Mentre il singolo “The golden age of rock’n’roll” entra nelle charts, Mick Ronson (già chitarrista degli Spiders from Mars di David Bowie) rimpiazza Ariel Bender, per esplicita volontà di Hunter. Pochi mesi dopo, Hunter e Ronson lasciano i Mott the Hoople (la band, ribattezzata Mott, continuerà l’attività con un paio di album di scarsa visibilità, DRIVE ON e SHOUTING AND POINTING, rispettivamente 1975 e 1976, prima di cambiare del tutto nome in British Lions e sciogliersi definitivamente due anni più tardi).
Hunter e Ronson lavorano insieme all’album di debutto solista del primo, IAN HUNTER (1975) e poi vanno in tour. Subito dopo il sodalizio si scioglie. Il successivo ALL AMERICAN ALIEN BOY (1976) non convince gli acquirenti, a dispetto dei grandi nomi che vi prendono parte come guest star; e nel 1977 OVERNINGHT ANGELS vede Hunter ritornare al rock’n’roll delle origini. Dopo aver prodotto il secondo album dei Generation X (“Beyond the valley of the dolls”, 1979) Hunter torna a collaborare con Ronson, che produce e arrangia YOU’RE NEVER ALONE WITH A SCHIZOPHRENIC (1979): disco che riscuote un buon successo commerciale. I due musicisti tornano in tour (documentato dal doppio WELCOME TO THE CLUB, 1980). Nel 1981 Hunter pubblica SHORT BACK ‘N’SIDES, prodotto da Mick Jones dei Clash, e due anni più tardi ALL OF THE GOOD ONES ARE TAKEN. Seguono sei anni di silenzio, interrotti solo da qualche contributo a colonne sonore; poi nel 1989 Hunter e Ronson pubblicano in coppia YUI ORTA. Per la prima parte del decennio successivo Ian Hunter è assente dalle scene discografiche, con l’eccezione di una partecipazione nell’album postumo di Mick Ronson “Heavier and Hull” (1994; il chitarrista era morto l’anno precedente). In seguito la produzione discografica di Ian Hunter diventa irregolare: del 1995 è DIRTY LAUNDRY, del 1997 è THE ARTFUL DODGER, del 2000 ONCE BITTEN TWICE SHY e MISSING IN ACTION, del 2001 RANT. Nel 2007 è la volta di SHRUNKEN HEADS, a cui fa seguito due anni dopo MAN OVERBOARD. (26 set 2009)