Biografia

Buffy Sainte-Marie nasce il 20 febbraio del 1941 (o del 1942, non esistono documenti a certificarlo) nella riserva indiana di Piapot Cree, Qu’Appelle Valley, nel Saskatchewan canadese. Adottata da una coppia residente nel Maine, cresce in quello stato prima di trasferirsi in Massachusetts per frequentare l’università e conseguire un dottorato in Belle Arti. Nel 1964 torna a far visita alla riserva, accolta nella sua famiglia dal figlio più giovane del Grande Capo Piapot. Intanto comincia ad esibirsi nei caffè di Toronto e del Greenwich Village newyorkese, guadagnandosi grazie alla qualità del repertorio e a una presenza carismatica la stima e l’ammirazione di appassionati e colleghi, molti dei quali prendono a interpretare le sue canzoni: prima fra tutte la ballata sentimentale “Until it’s time for you to go”, inclusa nel suo secondo album MANY A MILE (1965) e ripresa da moltissimi artisti tra cui Elvis Presley, Neil Diamond, Bobby Darin, Barbra Streisand, Cher e Françoise Hardy. E’, quello, il lato più intimista e delicato di un’artista dalla personalità sfaccettata, attenta a denunciare le misere ondizioni di vita dei pellerossa (“Now that the buffalo’s gone”, “My country ‘tis of thy people you’re dying”) e decisamente votata alla canzone di protesta: “Universal soldier”, inclusa nel primo album IT’S MY WAY! , diventa un inno pacifista contro la guerra in Vietnam e, qualche tempo dopo, un grande successo per Donovan; il cantautore scozzese, così come i californiani Quicksilver Messenger Service, riprende anche “Cod’ine”, brutale e onesto resoconto autobiografico sulla dipendenza dai farmaci antidolorifici. La Sainte-Marie ricambia tante attenzioni incidendo “The circle game” della connazionale (e amica) Joni Mitchell, brano di punta dell’album FIRE & FLEET & CANDLELIGHT incluso nei titoli di testa di “Strawberry statement” (“Fragole e sangue”, in italiano), film di Stuart Hagman sulla contestazione giovanile nelle università americane. Con il cinema Buffy instaura un rapporto molto proficuo: suo il tema conduttore di “Soldier blue” (“Soldato blu”), uno dei primi western “dalla parte degli indiani” (verrà inlcuso nell’album SHE USED TO WANNA BE A BALLERINA, cui partecipano Ry Cooder, Neil Young e i Crazy Horse); sua, in collaborazione con Will Jennings e il terzo marito Jack Nitzsche, la “Up where we belong” che nell’interpretazione di Joe Cocker e Jennifer Warnes contribuisce al grande successo di “Ufficiale e gentiluomo”. E’ una delle ultime fiammate di notorietà internazionale dell’artista, che da tempo coltiva altri interessi (tra il 1976 e il 1981 è una star televisiva grazie al programma educativo per bambini “Sesame street”) e subisce boicottaggi e censure a causa del suo attivismo per la causa pellerossa. Appassionata di pittura, dedita alla didattica per l’infanzia e alla divulgazione della religione Bahai che pratica dagli anni Settanta, scopre presto i computer e l’arte digitale confermando un’attenzione particolare alle evoluzioni tecnologiche: nel 1969, con ILLUMINATIONS, è una delle prime artiste pop a usare i sintetizzatori su larga scala; nel 1992 forse la prima in assoluto ad impiegare un modem e le allora rudimentali connessioni Internet per spedire dalla sua residenza nelle Hawaii a Londra, dove si trova il produttore Chris Birkett, i nastri di COINCIDENCE AND LIKELY STORIES, nuovo album che conferma la sua vis polemica e l’attenzione alla causa dei nativi americani (“Bury my heart at Wounded Knee”). Nel 1996, con UP WHERE WE BELONG, coglie l’occasione per reincidere e reinterpretare in chiave più acustica alcuni classici del passato; il ritorno in grande stile si celebra tredici anni dopo con RUNNING FOR THE DRUM, ancora coprodotto con Birkett e sospeso tra presente e passato (una riedizione di “Little wheel spin and spin”, che intitolava un suo album del 1966). Tra i brani anche una rielaborazione dello standard patriottico “America the beautiful”, con un testo rivisitato e proposto in pubblico per la prima volta al Kennedy Space Center di Washington nel 2002, in onore del primo astronauta pellerossa selezionato per una missione spaziale. (01 lug 2009)