Biografia

Eleanor Fagan Gough – vero nome di Billie Holiday – nasce a Filadelfia il 7 aprile 1915. Sceglie di chiamarsi Billie Holiday sia perché il padre - riferendosi scherzosamente ai suoi atteggiamenti da maschiaccio - la chiama Billy, sia come omaggio all'attrice Billie Dove, di cui la futura cantante è grande ammiratrice.
Dopo un’infanzia difficile – durante la quale si procura da vivere prostituendosi in un bordello ad Harlem - inizia appena quindicenne la sua carriera nel mondo della musica cantando nei locali della città.
Nel 1933 a diciotto anni viene scoperta dal produttore John Hammond, che le organizza alcune sedute in sala d'incisione con Benny Goodman, registrando il suo brano di debutto “Your mother’s son in law”.
Nel 1935 esordisce all’Apollo Theater e appare in un film con Duke Ellington; nello stesso anno la Holiday entra in studio per registrare – supervisionata dal pianista Teddy Wilson – una serie di canzoni. Nonostante la mancanza di mezzi, l’artista e il suo gruppo riescono a scrivere pezzi come "What a little moonlight can do", "Twenty-four hours a day" and "If you were mine”.
Nell’estate del 1937 va in tournée con la Count Basie’s Orchestra – dalla quale viene però licenziata l’anno successivo a causa delle sue intemperanze - come voce femminile di accompagnamento al cantante Jimmy Rushing. Nel 1938 entra però a far parte della Artie Shaw’s band: è la prima volta che una cantante di colore entra a far parte di un’orchestra di bianchi. Successivamente lavora al Cafè Society, dove comincia a cantare il brano che lancia la sua carriera a livello internazionale: “Strange fruit”. Nonostante Billie sia inizialmente scettica sul brano – che ha anche dei problemi per trovare una casa discografica – esso si rivela un grande successo.
Continua a lavorare per la Columbia fino al 1942 per la quale incide “GOD BLESS IN THE CHILD”. Durante tutti gli anni Quaranta incide alcuni dei suoi più grandi successi – soprattutto canzoni d’amore – come “Tain’t nobody business if I do”, “Them there eyes” e “Crazy he calls me”.
Nel 1947 viene arrestata per possesso di eroina e deve scontare otto mesi di prigione. Una decina di anni dopo, fa la sua grande apparizione nello speciale della CBS intitolato “The sound of Jazz” con Webster, Lester Young e Coleman Hawkins. Nel 1958 esce LP LADY IN SATIN, in cui la voce di Billie Holiday si mostra una volta per la sua espressività.
Muore nel 1959 per complicazioni di un’epatite, dopo essere stata arrestata nuovamente per possesso di droga.
Il culto della sua personalità comunque non cessa con la morte: nel 1972 per esempio viene realizzato un film - “Lady sings the blues” – con Diana Ross nel ruolo della cantante. (15 giu 2008)