X Factor e il problema con il grottesco (a proposito della vicenda di Danilo D’Ambrosio)
Ieri vi abbiamo dato conto dell’ennesima polemica che gira attorno a questa edizione di X Factor : Danilo D’Ambrosio, da ormai qualche settimana, lamenta la “manipolazione” della sua esibizione alle audizioni.
La questione è riassunta qua nei fatti e nelle parole delle persone coinvolte. Mi permetto oggi qualche commento a margine della vicenda.
Arrabbiarsi perché un’esibizione è “manipolata” o “montata” in un programma televisivo è paradossale - sia che a farlo sia un partecipante, sia i tanti “indignati” che hanno fatto crescere e condiviso la polemica nelle ultime ore.
Accusare la televisione di “montaggio” è come lamentarsi se un cane abbaia. Può essere fastidioso, talvolta eccessivo, ma è la sua natura.
Detto questo, D’ambrosio si lamenta della manipolazione della sua esibizione, dicendo “che mi ritrovo con un altra presa per il culo” e che quelli di X Factor “nonostante la cosa vergognosa che hanno montato, sanno qual è la verità”.
La sua frustrazione è comprensibile, anche se i giudizi mi sembrano eccessivi: sapeva che non sarebbe andato ad un concerto e comunque ha passato il primo giro (le audizioni), arrivando al secondo (e “room audition” prima dei bootcamp). Ho rivisto quanto è andato in onda il 22 settembre e il 6 ottobre: non credo sia un montaggio “vergognoso”, ma sicuramente ingeneroso, quello sì. Non so come sia D’Ambrosio, ma ad X Factor si vede un metallaro che canta Bocelli o che stecca su "L'immensità" di Don Backy, creando un contrasto che tende più al ridicolo che al sorprendente.
Ora, illudersi che X Factor rappresenti fedelmente la musica è da ingenui. X Factor non è musica, è televisione fatta con la musica - e la distinzione non è banale. Tende alla spettacolarizzazione, come qualsiasi programma TV.
Il punto, secondo me, è un altro, e riguarda l’edizione di quest’anno di X Factor: la prevalenza del grottesco. Nelle prime 3 puntate e mezza (diciamo le audizioni, fino all’inizio dei bootcamp), mi pare che X Factor abbia spinto parecchio su questo versante: cantanti improbabili, vicende tragicomiche, "casi", più che cantanti. Le esibizioni musicali venivano spesso raccontate velocemente. E’ un’impressione che non abbiamo mancato di far notare nei nostri commenti post-serata, ma che ho visto condivisa da amici e colleghi, anche dai più fedeli, quelli che passano il giovedì sera a commentare su Twitter.
E’ una scelta autoriale di X Factor, e la produzione avrà le sue buone ragioni per farla: è il loro lavoro. Mi sembra che il montaggio di D’Ambrosio rientri in questa logica di fondo dell’ultima edizione. Probabilmente, ora che le audizioni sono finite, questo tipo di “racconto” dovrebbe essere meno invadente.
Però mi pare che questa scelta rispecchi il problema di X Factor con i cantanti, negli ultimi tempi. E’ da anni che non produce voci pure e uniche come quella di Chiara Galiazzo, o talenti come Marco Mengoni e Francesca Michielin. E’ televisione, è televisione fatta con la musica, ma la musica in qualche modo ci deve essere - e sarebbe stato bello vedere in queste prime puntate un po’ più di esibizioni “normali” e un meno esibizioni grottesche. Perché il grottesco doopo un po’ stufa. Se no, tanto vale guardare “Italia’s got talent” o tornare a “La corrida”.
(Gianni Sibilla)