Dal "chissà" al "forse, perché no?": questo, ad oggi, lo sviluppo più rilevante sul futuro dei Blur, sempre in sospeso dopo l'ultima manciata di date nel 2013, ma ciclicamente citato - o, meglio, rimpallato - da Damon Albarn a Alex James, i due elementi più loquaci (al proposito) del quartetto che contese agli Oasis il titolo di campioni del brit rock nella seconda metà degli anni Novanta. L'ultimo a prendere parola, lo scorso mese di agosto, fu proprio il bassista, che parlando di un possibile ritorno in attività della band non si era spinto oltre un "no comment" celato dietro un ben più cordiale "non saprei". A qualche mese di distanza è sempre lui, oggi casaro a tempo (quasi) pieno, a tornare sull'argomento, ventilando una possibile reunion a Colchester, città che diede i natali al gruppo, per un evento speciale nel 2015 collegato alla riapertura della locale galleria Firstsite, che il videomaker e produttore Darius Laws vorrebbe trasformare - pro tempore - in una sorta di sacrario dedicato alle glorie locali.
"Dei Blur sono l'unico non originario di Colchester", ha spiegato lui nel corso di un'intervista radiofonica ripresa dall'edizione online del New Musical Express: "Eppure lì mi sento a casa. Se un nostro intervento è quello che la città chiede, beh, trovo questa richiesta adorabile. La cosa migliore sarebbe se i Blur decidessero di tornare insieme e suonare per l'occasione".
"L'apice del britpop fu nel 1995, quando Oasis e Blur si contesero il primo posto nelle classifiche di vendita", ha commentato Laws, che insegue il sogno di celebrare così il ventennale di una delle più celebri battaglia del rock: "La Firstsite offre un'opportunità unica a tre illustri colchesteriani di avere uno spazio espositivo capace di ospitare un'evento di tali proporzioni proprio nella loro città".