Lucio Dalla, ricordi e considerazioni

L'uscita di un libro offre lo spunto per qualche riflessione

Recensione del 08 mar 2022 a cura di Franco Zanetti

Voto 7.5/10

Il mio amico Riccardo Bertoncelli, in qualità di curatore della collana "Bizarre" di Giunti, detesta i libri-anniversario, cioè quelli che vengono pubblicati in coincidenza con una data particolarmente simbolica (la ricorrenza della pubblicazione di un disco, o della nascita o della morte di un artista). Sostiene, e probabilmente non sbaglia, che pubblicarne uno del genere significa mettersi in concorrenza con tutti gli altri che hanno pensato di approfittare di un anniversario del quale (presumibilmente) si parlerà molto, e che questo diminuisce, anziché aumentare, le potenzialità commerciali della pubblicazione.

Nel decimo anniversario della morte di Lucio Dalla, caduto la scorsa settimana l'1 marzo, i giornali si sono riempiti di articoli e di interviste celebranti il cantautore bolognese, e anche le vetrine delle librerie si sono affollate di libri su Dalla, oltre a questo di cui diremo fra poche righe (di quello di Federico Pistone per Arcana scriverò nelle prossime settimane): segnalo la ripubblicazione del "Lucio Dalla" di Castaldo e Assante che avevo recensito qui e un "A Bologna con Lucio Dalla" di Giorgio Comaschi che l'editore Perrone non ha ritenuto di inviare a Rockol.

Colgo qui l'occasione per scrivere ciò che ho sulla punta della lingua da qualche giorno: e cioè che è abbastanza vergognoso che anche chi, negli ultimi dieci anni di vita di Lucio Dalla, si era completamente dimenticato di lui, senza scriverne una riga e senza trasmettere un suo disco, adesso ne tessa le lodi sperticate, sui giornali e nelle radio, celebrando il genio di un artista del quale, evidentemente, si è reso conto dopo la sua morte (e così esagerando nella direzione opposta a quella in cui aveva esagerato negli ultimi dieci anni di attività di Lucio).

Tutto questo discorso non deve far pensare che il libro di Massimo Poggini sia un lavoro d'occasione; anzi, è stato evidentemente pensato, ragionato e preparato, e ha il pregio di non essere strutturato come la solita biografia ma di procedere per temi e argomenti, con ogni capitolo che comprende anche un focus sulle canzoni relative a quei temi. L'aneddotica è ampia, il tono non è agiografico, e il contributo di Silvana Casato (che con il marito Michele Mondella è stata vicina, professionalmente e umanamente, a Lucio Dalla fin dal 1973 e fino all'ultimo giorno; anche Michele è scomparso improvvisamente quattro anni fa, e ci manca) è importante sia per la parte testuale sia per quella iconografica (il sottotitolo del libro è "Immagini e racconti di una vita profonda come il mare"). Poggini è un giornalista "della vecchia scuola", si documenta, scrive senza concessioni ai fronzoli estetici e sa far bene il suo lavoro, sicché il libro è sinceramente raccomandabile.

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